La legge per la Brexit passa ai Comuni, May si salva

Pubblicato il 12 settembre 2017 da ansa

La legge per la Brexit passa ai Comuni, May si salva. EPA/LAURENT DUBRULE

LONDRA. – La Camera dei Comuni approva la Great Repeal Bill e la Gran Bretagna segna una tappa chiave nell’accidentato cammino verso la Brexit. Nessuna sorpresa a Westminster per la zoppicante maggioranza del governo Tory di Theresa May, che riesce anzi a far passare con uno scarto più netto del previsto la tentacolare legge quadro destinata al momento del divorzio da Bruxelles a cancellare l’European Communities Act del 1972, a revocare la potestà legislativa dell’Ue sul Regno Unito e a riassorbire nella legislazione nazionale l’intera massa delle norme europee per poi decidere quali tenere, quali riformare, quali abrogare.

Dopo tre giorni di dibattito tirato e a tratti aspro l’esito dell’aula é arrivato ben oltre la mezzanotte locale: 326 i sì, 290 i no. Numeri che dicono come il gruppo conservatore, puntellato dalla destra unionista nordirlandese del Dup, ma anche da singoli deputati dell’opposizione, abbia tenuto a dispetto di patemi, malumori, mugugni. E come, sulla trincea avversa, i toni da battaglia del Labour di Jeremy Corbyn, affiancato in questa sfida da Libdem e indipendentisti scozzesi dell’Snp, non siano bastati per ora a ‘sfondare’.

In gioco c’era e c’é il destino di ben 19.000 norme e direttive europee che regolano tuttora una miriade di fattispecie nella vita e negli affari dei cittadini britannici e di coloro che risiedono sull’isola. Norme che quando l’addio all’Ue diverrà formale, presumibilmente nel 2019, avrebbero lasciato un vuoto gigantesco se non importate nel corpus legislativo del Regno. Di qui la necessità della Great Repeal Bill: unica alternativa a un divorzio “caotico”, nelle parole pronunciate dal ministro per la Brexit, David Davis, in uno dei suoi ultimi appelli in favore del sì e ripetute subito prima del voto dal titolare della Giustizia, David Lidington.

Il no alla Grande Legge di Revoca avrebbe significato in effetti moltiplicare le incertezze già diffuse sull’orizzonte futuro, mentre i negoziati di Bruxelles fra Davis e Michel Barnier sembrano segnare il passo persino sulle questioni preliminari dei diritti dei cittadini Ue residenti in Gran Bretagna, del confine irlandese e soprattutto dell’ammontare del cosiddetto ‘conto di divorzio’ che Londra dovrà pagare.

Mentre l’ok, per quanto strappato con il richiamo alla disciplina di partito, mette se non altro un punto fermo, sebbene non appaia certo risolutivo per diradare le nebbie d’un Paese nel quale i consumi del 2017 potrebbero scendere al livello più basso da 4 anni (complici l’inflazione e la sterlina debole) e già monta la pressione per sfondare il tetto sull’aumento dei salari nel pubblico impiego.

Il dibattito di questi giorni non ha fatto del resto che confermare le spaccature in casa Tory fra euroscettici hard, ‘brexiteers’ più pragmatici ed euro-simpatizzanti. Difficili da gestire per una premier indebolita dall’esisto deludente delle urne di tre mesi fa e pronte a riproporsi nella discussione delle modifiche a specifici punti in occasione delle prossime letture ‘tecniche’ del testo in Parlamento.

Contraddizioni che il Partito Laburista – a sua volta non del tutto compatto – sembra peraltro in grado di sfruttare in questo solo fino a un certo punto, nonostante i sondaggi attuali favorevoli a Corbyn. Ma su cui potrà tornare a dare battaglia presto.

L’obiettivo dichiarato del leader dell’opposizione non é d’altro canto sabotare la Brexit o mettere in discussione la volontà popolare espressa nel referendum del giugno 2016 (come invece pretenderebbe Tony Blair). Semmai di mantenere il governo May sulla corda e di cercare di non lasciargli carta bianca. Anche posando, ormai esplicitamente, la tesi di chi afferma che il Regno debba restare nel mercato unico e nell’unione doganale almeno per una fase di transizione: senza toccare la libertà di circolazione delle persone e a costo di accantonare gli slogan da comizio sull’immigrazione.

Ultima ora

05:42Shutdown: nessun accordo al Senato Usa, voto rinviato (2)

(ANSA) - WASHINGTON, 22 GEN - Il Senato degli Stati Uniti voterà a mezzogiorno ora di Washington (le sei del pomeriggio in Italia) nel tentativo di revocare lo shutdown, la chiusura dell'amministrazione federale scattata alla mezzanotte di sabato, che entra quindi nel terzo giorno. I colloqui fra democratici e repubblicani non hanno però al momento portato ad un accordo. E' stato il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, ad annunciare per primo in serata chenon è stato raggiunto un accordo che consenta la revoca dello shutdown con l'inizio della settimana lavorativa. Le aspettative sono che a mezzogiorno (le sei del pomeriggio in Italia) il Senato voti su un provvedimento di spesa temporaneo, possibilmente che consenta la 'riapertura' del governo fino al prossimo 8 febbraio con il contestuale impegno da parte del leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, di indire una votazione sul nodo dell'immigrazione prima di quella data.

01:53Mo: Abu Mazen chiederà a Ue riconoscimento Palestina

(ANSA) - ROMA, 22 GEN - Il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) chiederà all'Ue di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina, nel corso della sua visita odierna a Bruxelles. Lo ha detto all'agenzia France Press in un'intervista ripresa dda molti media internazionali il ministro degli Esteri dell'Anp, Riyad Al-Maliki. Abu Mazen, ha detto, "si aspetta che i ministri degli esteri europei riconoscano collettivamente lo stato di Palestina", in risposta alla decisione Usa su Gerusalemme capitale di Israele. Abu Mazen deve incontrare oggi il capo della diplomazia europea Federica Mogherini e i 28 ministri degli ESteri dell'Ue, al margine della loro riunione mensile. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva avuto lo stesso incontro l'11 dicembre scorso. "Se gli europei vogliono avere un ruolo, allora devono essere equilibrati nel trattamento delle parti e ciò dovrebbe iniziare con il riconoscimento dello stato di Palestina", ha affermato ancora il capo della diplomazia palestinese.

01:09Papa: si congeda da Perù, “terra di speranza, siate uniti”

(ANSA) - LIMA, 21 GEN - "Ho iniziato il mio pellegrinaggio tra voi dicendo che il Perù è una terra di speranza. Terra di speranza per la biodiversità che vi si trova insieme con la bellezza di luoghi capaci di aiutarci a scoprire la presenza di Dio". Così il Papa nel suo saluto al Perù al termine della messa alla Base aerea di Las Palmas alla quale secondo le autorità locali hanno assistito 1,3 milioni di persone "Terra di speranza - ha detto - per la ricchezza delle sue tradizioni e dei suoi costumi che hanno segnato l'anima di questo popolo". Terra di speranza "per i giovani, che non sono il futuro ma il presente del Perù". "A loro chiedo di scoprire nella sapienza dei loro nonni, degli anziani, il Dna che ha guidato i vostri grandi santi - ha aggiunto -. Non sradicatevi. Nonni e anziani, non smettete di trasmettere alle giovani generazioni le radici del vostro popolo e la sapienza della via per arrivare al cielo". "Vi invito a non aver paura di essere i santi del XXI secolo. Fratelli peruviani, avete tanti motivi per sperare, l'ho visto, l'ho toccato con mano in questi giorni. Custodite la speranza. E non c'è miglior modo di custodire la speranza che rimanere uniti", ha concluso Francesco.

00:44Pallavolo: Superlega, risultati e classifica

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Risultati della sesta giornata di ritorno della Superlega di pallavolo: Calzedonia Verona - Diatec Trentino 1-3 Lube Civitanova - Azimut Modena 0-3 Revivre Milano - Wixo Piacenza 2-3 BCC Castellana Grotte - Gi Group Monza 3-2 Taiwan Latina - Callipo Vibo Valentia 3-0 Kioene Padova - Bunge Ravenna 2-3 Sir Safety Perugia - Biosì Sora 3-0 - Classifica: Perugia 51; Civitanova 47; Modena 45; Trentino 33; Verona 32; Padova 30; Piacenza e Milano 29; Ravenna 27; Latina 22; Monza 19; Vibo Valentia 12; Castellana Grotte 10; Sora 7.

00:36Basket: serie A, risultati e classifica

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Risultati della prima giornata del campionato di serie A di basket: GrissinBon Reggio E. - Sidigas Avellino 89-86 Red October Cantù - Banco Sardegna Sassari 102-96 Fiat Torino - Happy Casa Brindisi 68-82 Segafredo Bologna - Dolomiti Trentino 82-75 Umana Venezia - Openjobmetis Varese 63-75 Germani Brescia - VL Pesaro 88-70 The Flexx Pistoia - Betaland Capo d'Orlando 91-69 EA7 Armani Milano - Vanoli Cremona domani - Classifica: Brescia e Avellino 24; Milano e Venezia 22; Torino 20; Bologna e Cantù 18; Cremona e Sassari 16; Trentino 14; Reggio Emilia 12; Pistoia, Varese, Brindisi e Capo d'Orlando 10; Pesaro 8.

23:24Cav, Renzi ha chiuso con comunismo ma Pd rimasto senza anima

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - "Renzi ora è accusato di aver portato il Pd al 21% per il suo cattivo carattere, ma ha un merito: ha chiuso con la tradizione comunista del suo partito, ma non ha dato un'anima al Pd che ormai è una scatola vuota che si riempie solo con aspirazioni di potere". Lo afferma Silvio Berlusconi a "Non è l'Arena" su La7 parlando di Renzi.

23:19Shutdown: Statua Libertà e Ellis Island aperte,paga New York

(ANSA) - WASHINGTON, 21 GEN - La Statua della Liberta' e Ellis Island a New York saranno aperte domani ai visitatori, anche se lo shutdown dell'amministrazione federale Usa dovesse proseguire. Lo ha annunciato il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo. Sara' infatti l'autorità statale a sostenere le spese necessarie per l'apertura dei siti compreso il salario dei dipendenti federali che vi lavorano. I due 'monumenti' - come gli altri nel Paese gestiti dalle autorità federali - sono rimasti chiusi a partire dalla mezzanotte di sabato quando è scattato lo shutdown. Cuomo ha spiegato che i siti sono vitali per l'industria del turismo. Da ciò la decisione di farsi carico della spesa per tenerli aperti, 65mila dollari al giorno, cifra inferiore rispetto alle entrate. La stessa decisione fu presa in occasione dello shutdown nel 2013 durante l'amministrazione Obama.

Archivio Ultima ora