Da Legge di bilancio a Legge elettorale, maggioranza a rischio

ROMA. – Legge di Bilancio, con la nota di aggiornamento al Def, biotestamento, riforma dei vitalizi: archiviata, almeno per il momento, la nuova legge sulla cittadinanza (Ius soli), governo e maggioranza dovranno affrontare nelle prossime settimane altre partite sul filo dei numeri in Parlamento. Una questione, quella della tenuta delle forze che sostengono l’Esecutivo, che fa sì che i fari siano puntati soprattutto su Palazzo Madama dove la distanza fra maggioranza e opposizione è ridotta.

La prima prova scatterà già nei prossimi giorni: il 21 settembre infatti il Consiglio dei ministri approverà la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza che poi dovrà essere approvata da entrambe le Camere con un voto a maggioranza assoluta, ovvero al Senato 161 voti; una quota che a Palazzo Madama negli ultimi tempi è stata raggiunta difficilmente.

Se però nel caso del capitolo sui conti pubblici non esistono scappatoie (la nota al Def precede la preparazione e la presentazione della legge di Bilancio) e nonostante quindi i timori, il Parlamento sarà obbligato a esprimersi con un voto, non è invece escluso che su altri fronti la maggioranza preferisca evitare la conta in Aula, lasciando a metà l’esame degli altri provvedimenti sui quali si continuano a registrare frizioni.

Il che, tradotto, potrebbe lasciar cadere nel dimenticatoio sia la legge sul fine vita sia quella che riguarda la pensione di parlamentari e ex parlamentari. Vicenda a parte poi la questione della riforma della legge elettorale: in questo caso il testo è all’esame della Camera, dove la maggioranza è numericamente più solida, ma il tema divide trasversalmente gli schieramenti e non è affatto scontato che si arrivi a modificare il Consultellum rendendo almeno omogeneo il sistema di voto per i due rami del Parlamento. Ove mai comunque si raggiungesse l’intesa e la commissione Affari costituzionali di Montecitorio riuscisse a chiudere i lavori, l’Aula della Camera è pronta ad esaminare il testo a partire da fine settmebre.

In attesa dell’inizio della cosiddetta sessione di Bilancio, che blocca l’esame di tutti i provvedimenti che comportano oneri finanziari, il Parlamento potrebbe comunque approvare alcuni dei provvedimenti che sono a metà del proprio iter e su cui all’interno delle forze di governo si registra un consenso maggiore: si va dalla legge europea a quella sull’acqua, passando per il Codice antimafia.

(di Chiara Scalise/ANSA)