Ius soli: Appello degli insegnanti, si approvi subito la legge

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Ius soli: Appello insegnanti, si approvi subito legge
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Ius soli: Appello insegnanti, si approvi subito legge

ROMA. – Il mondo dell’istruzione si mobilita per sollecitare l’approvazione della legge sullo ius soli. “La nostra scuola sta già svolgendo un ruolo molto importante” in materia di integrazione, “840 mila bambini circa che stanno nelle nostre scuole sono già integrati. Chi è in ritardo? il Parlamento che non certifica questa realtà”.

Non ha dubbi la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli secondo la quale non ci può essere contraddizione “tra ciò che già avviene di positivo in materia di integrazione nelle nostre classi con quello che avviene fuori dalle mura scolastiche”. La pensano esattamente come la Fedeli i docenti ed educatori che hanno lanciato l’appello “per lo ius soli e lo ius culturae”.

La petizione, firmata dal maestro Franco Lorenzoni, dallo scrittore Eraldo Affinati e dai rappresentanti delle più significative associazioni di insegnanti, a fine mese verrà consegnata ai presidenti di Camera e Senato. “Noi insegnanti guardiamo negli occhi tutti i giorni gli oltre 800.000 bambini e ragazzi figli di immigrati che, pur frequentando le scuole con i compagni italiani, non sono cittadini come loro.

Se nati qui, dovranno attendere fino a 18 anni senza nemmeno avere la certezza di diventarci, se arrivati qui da piccoli (e sono poco meno della metà) non avranno attualmente la possibilità di godere di uguali diritti nel nostro paese. Ci troviamo così nella condizione paradossale – scrivono i promotori dell’iniziativa – di doverli educare alla ‘cittadinanza e costituzione’, seguendo le Indicazioni nazionali per il curricolo, che sono legge dello stato, sapendo bene che molti di loro non avranno né cittadinanza né diritto di voto. Questo stato di cose è intollerabile”.

I firmatari dell’appello si sono impegnanti, oltre a raccogliere il numero più alto possibile di adesioni, a organizzare fino al 3 novembre un mese di mobilitazione per affrontare il tema nelle scuole con le più diverse iniziative. A cominciare dalla proposta di entrare in classe il 3 ottobre appuntando sul vestito un nastrino tricolore. Chi vorrà potrà anche fare nella stessa giornata uno sciopero della fame simbolico.

La scelta della data non è casuale: “il 3 ottobre è la data che il Parlamento italiano ha scelto di dedicare alla memoria delle vittime dell’emigrazione e noi ci adoperiamo perché in tutte le classi e le scuole dove è possibile ci si impegni a ragionare insieme alle ragazze e ragazzi del paradosso in cui ci troviamo, perché una legge ci invita ‘a porre le basi per l’esercizio della cittadinanza attiva’, mentre altre leggi impediscono l’accesso a una piena cittadinanza a tanti studenti figli di immigrati che popolano le nostre scuole” si spiega nell’appello.