Gentiloni: “Pure l’Italia tutela gli interessi nazionali”

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L'arrivo del Presidente Gentiloni a New York New York, 19/09/2017 -(Foto T. Bacchielli/Ufficio Stampa Palazzo Chigi)
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L’arrivo del Presidente Gentiloni a New York
New York, 19/09/2017 -(Foto T. Barchielli/Ufficio Stampa Palazzo Chigi)

NEW YORK. – America first? “Anche l’Italia tutela i suoi interessi nazionali, ma nel quadro di un approccio multilaterale”. Arrivato a New York alla vigilia del suo intervento all’assemblea generale dell’Onu, Paolo Gentiloni evita la contrapposizione con il duro discorso nazionalista di Donald Trump ed auspica ”un punto di sintesi tra gli accenti che pone il presidente degli Stati Uniti e la linea più tradizionale multilaterale che noi sosteniamo”.

Rispondendo alla stampa al consolato italiano, dove era accompagnato dall’ambasciatore Armando Varricchio, il premier ha evidenziato che la posizione del nostro Paese e quella dell’ American di Trump ”si concilia sulla base di 70 anni di amicizia e di un rapporto di collaborazione strettissima che continua”.

”Il presidente Usa mette l’accento, non da ora, sugli interessi del proprio Paese ma io penso che anche l’Italia non deve avere alcuna timidezza nel dire che la nostra politica estera si occupa anche dei nostri interessi nazionali. Forse noi sottolineiamo di più la necessità di una regia multilaterale”, spiega citando l’esempio della collaborazione nel consiglio di sicurezza nella crisi nordcoreana, che si augura possa essere tenuta “sotto controllo”. Idem per l’Iran.

“Ma guai a confondere un approccio multilaterale con il fatto che noi non ci preoccupiamo dei nostri interessi nazionali”, ha ammonito. ”La nostra politica estera in Libia si preoccupa di sicurezza, dell’immigrazione, il nostro lavoro sul cambiamento climatico si preoccupa dello stato di salute della nostra economia e del nostro ambiente”, ha aggiunto.

E sono proprio questi due dei principali dossier su cui si concentrerà l’Italia in questi giorni. A partire ”dal ritorno dell’Onu in Libia, indispensabile dal punto di vista politico-diplomatico ma anche delle organizzazione umanitarie come l’Unhcr”, l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati.

L’Italia lavorerà poi ”per consolidare il consenso globale sugli accordi di Parigi sul clima”, mentre l’amministrazione Trump lancia segnali confusi sulla possibilità di restarvi cambiandone le condizioni per gli Stati Uniti. Un terzo dossier è la lotta al terrorismo su internet, con una riunione alla quale partecipareanno non solo i grandi Paesi ma, per la prima volta, i giganti del web. Tutti esempi, secondo Gentiloni, ”dell’importanza delle Nazioni Unite come sede multilaterale per affrontare sfide e difficoltà”.

Il premier – e sulla stessa linea si trova il ministro Calenda (“credo che ce la faremo”) – si è detto ”fiducioso che sulla vicenda Fincantieri si trovi una soluzione. Sono certo che il vertice di Lione, che sarà 2-3 giorni dopo le elezioni tedesche e prima del consiglio europeo di Tallin, sarà l’occasione in cui Italia e Francia metteranno in sintonia le proprie politiche” rispetto all’Ue.

(di Claudio Salvalaggio/ANSA)