Presidente Trump: “Recuperare la democrazia in Venezuela”

Pubblicato il 19 settembre 2017 da redazione

Quello di Trump era uno degli interventi più attesi nell’ambito della 72esima Assemblea Generale dell’Onu

Quello di Trump era uno degli interventi più attesi nell’ambito della 72esima Assemblea Generale dell’Onu

CARACAS – Primo discorso del presidente Donald Trump all’Onu, ed ennesima stoccata contro il Venezuela e il governo del presidente Maduro. Era uno degli interventi più attesi nell’ambito della 72esima Assemblea Generale dell’Onu, un Summit nel quale si ritrovano puntualmente tutti i leader del mondo. Khrushchev, Castro, Reagan e lo stesso Chávez sono solo alcuni dei leader che hanno approfittato dell’occasione per le loro arringhe ideologiche, politiche e filosofiche.

– Il regime del presidente Maduro – ha detto Trump – ha portato il Venezuela a una situazione del tutto inaccettabile. La sua dittatura socialista ha generato dolore e sofferenza al popolo di questo Paese che è sull’orlo del collasso totale. Bisogna fare qualcosa. Noi stiamo facendo passi seri, siamo pronti ad altre azioni se il governo non farà nulla. Chiedo a tutte le Nazioni di essere pronte a fare di più, chiediamo la democrazia e la libertà politica in Venezuela.

Quindi, sanzioni confermate. Anzi, se si legge tra le linee, minacciati provvedimenti anche più severi.

Donald Trump e la reazione del governo

Le reazioni alle dichiarazioni del presidente Trump non si sono fatte attendere. La presidentessa dell’Assemblea Nazionale Costituente, Delcy Rodríguez, ha immediatamente commentato che le dichiarazioni di Trump sono esempio per l’America Latina.

– Chi si è alleato agli Stati Uniti – ha commentato – sono i paesi con le maggiori disuguaglianze sociali. Il discorso di Trump è una avvertimento per tutte le nazioni. Si è rivolto all’Onu per minacciare con una guerra nucleare.

Dal canto suo, il ministro degli Esteri, Jorge Arreaza, ha affermato di non essere sorpreso per quanto dichiarato da Trump. E ha accusato il presidente nordamericano di violare il Diritto Internazionale con l’obiettivo di far soffrire i venezuelani.

– Noi – ha detto Arreaza – abbiamo tutto il diritto di costruire il nostro socialismo democratico. Con il nostro sistema saremo liberi. Il capitalismo sarà storia.

Ha quindi sottolineato che non scarta che gli Stati uniti possano approfittare di qualunque circostanza per intervenire militarmente in Venezuela.

L’esponente della Costituente, Diosdado Cabello, nel commentare il discorso del presidente Trump, ha detto che “si mantiene l’assedio al Paese”.

– Il Venezuela è stato trasformato nell’epicentro della battaglia mondiale – ha detto Cabello .

Trump, Macron, Santos e Temer

Il presidente Trump non è stato l’unico leader a manifestare preoccupazione per la vocazione autoritaria del governo del presidente Maduro. Il presidente francese, Emmanuel Macròn, ha commentato che il Venezuela non può soccombere alle “tendenze dittatoriali”.

– In questo paese – ha detto Macron – l’azione collettiva deve essere orientata al rispetto della democrazia e di tutte le forze politiche. Nessuno può arretrare di fronte alla tendenza dittatoriale che si manifesta oggi.
Anche Juan Manuel Santos, presidente della vicina Colombia, ha espresso preoccupazione per la particolare congiuntura politica ed economica del Paese.

– Ci duole il Venezuela, paese con il quale la Colombia condivide un’immensa frontiera e una storia comune – ha commentato -. Ci duole la distruzione della sua democrazia.

Il presidente Santos, quindi, ha fatto riferimento alla persecuzione dei leader politici. E assicurato che la Colombia è nella ricerca di soluzioni alla crisi in Venezuela.

Le parole di Juan Manuel Santos hanno fatto eco a quelle del presidente del Brasile, Michel Temer.

– Non c’è posto per alternative alla democrazia – ha detto categorico Temer, che con il suo discorso ha aperto la sessione di martedì all’Onu -. Purtroppo – ha aggiunto -, peggiora la situazione dei diritti umani in Venezuela.

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