“Non ci credo ma ci provo”, i 7 che sfidano Di Maio

Di Maio a Porta a Porta
Di Maio a Porta a Porta

ROMA. – Sei meteore e una parlamentare non certo di primo piano: la strana squadra degli sfidanti di Luigi Di Maio alle primarie M5S trasuda storie di politica locale, di attivismo della prima ora e di una miriade di curiosità. Laureati, imprenditori di provincia compongono un background sociale profondamente “grillino” in una democrazia diretta dove, come recitavano le istruzioni sulla piattaforma Rousseau, per scendere in campo basta un click. Dall’altro lato, però, la rosa appare tanto debole da sembrare di testimonianza. E, su questi 7 nuovi Carneadi della politica italiana, già si affollano le curiosità.

Gianmarco Novi, ad esempio, è fruttariano come lo era Steve Jobs, si dice “appassionato di alimentazione e medicina non convenzionale” e promuove sui social prodotti biologici anti-calvizie. Brianzolo dalle idee radicali, Novi si è presentato subito con alcune proposte choc come quella di istituire una moneta di Stato o di portare avanti il tema “dell’antispecismo”.

Dalle latitudini padane arriva invece Nadia Piseddu, 28enne ingegnere aerospaziale che viene descritta come persona seria e appassionata ma, anche nel modenese, in pochi scommettono su di lei.

Più estroso – oltre che attivissimo su facebook, il napoletano trapiantato a Verona Domenico Ispirato, gran fustigatore della Lega Nord su facebook. Chef e capo cantiere, Ispirato sa di non avere troppe chance contro Di Maio. Ma, sottolinea orgoglioso, “se per qualche congiuntura astrale fossi eletto non mi tirerei indietro”.

E l’orgoglio, almeno a parole, non manca neppure a Vincenzo Cicchetti, riccionese d’adozione ed ex militante Idv dallo slogan un po’ rude (“no al paraculismo”) e dalla grande passione per i numeri. “La sua attività politica è sempre stata sotto il segno dei numeri e delle tabelle”, spiega chi lo conosce. Mentre, in vista della sfida, Cicchetti ammette le sue basse aspettative: “non mi vota neanche mia moglie, sarei incapace di fare il premier”.

“Se abbandoni i territori locali, mirando solo alle poltrone nazionali, finisce che diventi come gli altri, quindi torni a casa” scriveva lo scorso giugno su Facebook Andrea Frallicciardi prima di tentare la grande partita delle primarie. Con prospettive minime. “Tifo Di Maio, corro per dare un contributo”, recita l’attivista di Figline Valdarno.

Più seria, la candidatura di Elena Fattori, senatrice-biologa in trincea contro il decreto vaccini del ministro Lorenzin. Nel 2014 si distinse per le sue critiche sulla gestione delle espulsioni di 4 senatori. Poi è rientrata, balzando, in extremis, nella rosa degli sfidanti di Di Maio. Ma la sua non è una candidatura “contro” in una partita dal chiaro sapore amichevole.

(di Michele Esposito/ANSA)