Valentino Rossi di nuovo in pista a Misano. Storie di ritorni lampo

Valentino Rossi a Indianapolis, Indiana, USA, 08 agosto 2015. EPA/TANNEN MAURY
Valentino Rossi a Indianapolis, Indiana, USA, 08 agosto 2015. EPA/TANNEN MAURY

ROMA. – Valentino Rossi ci riprova. Già sette anni fa tornò in sella alla sua moto a poco più di 4 settimane dalla rottura di tibia e perone. Era il 5 giugno, e il dottore era reduce pure da una caduta in allenamento con la moto da cross: nel week end del gp d’Italia al Mugello Rossi cadde, procurandosi una duplice frattura e la perdita di fatto del Mondiale. Ma Valentino non si diede per vinto e il 14 luglio tornò in pista al gp di Germania in sella alla sua Yamaha.

Il recupero record del campione di motociclismo non è un caso isolato nello sport. Gli annali ricordano il recupero prodigioso di Franco Baresi, colonna della Nazionale di calcio, che ai Mondiali di Usa 1994 tornò in campo dopo soli 25 giorni da un intervento chirurgico al menisco. Nel Mondiale 2006, il ritorno in campo a tempo di record lo fece Francesco Totti, a 5 mesi esatti dalla frattura del perone, facendo così in tempo a vincere il titolo. Ancora un calciatore, Roberto Baggio nel 2002 riprese a giocare dopo soli 81 giorni dall’operazione per la rottura del legamento crociato.

Il 31 luglio 1996 il miracolo lo fece Marco Pantani che tornò a gareggiare a 9 mesi dal terribile incidente con un fuoristrada che lo prese in pieno alla Milano-Torino. Nell’occasione lo sfortunato campione, peraltro reduce da un altro infortunio seguito a un incidente, riportò la frattura esposta-scomposta della tibia e del perone della gamba sinistra, oltre a contusioni multiple al volto, alla spalla sinistra, ai gomiti e a un ematoma al quadricipite sinistro.

In tempi più lontani, e sicuramente meno attrezzati dal punto di vista medico e delle tecnologie, fece scalpore il rientro in gara del campione svizzero di sci Pirmin Zurbriggen, che nel 1985 tornò a gareggiare 3 settimane dopo un’operazione al menisco, vincendo pure la prova di libera di Bormio valida per il Mondiale.

Nel 1976 Niki Lauda, campione di Formula 1, rischiò di morire nel rogo della sua Ferrari al gp di Germania al Nurburgring, ma fu salvato in tempo dal collega Arturo Merzario, che lo tirò fuori dall’abitacolo già in fiamme. Lauda riportò ferite gravissime, il suo volto ancora oggi mostra i segni di quell’incidente, eppure con grandissima forza di volontà e l’aiuto dei medici riuscì a recuperare in fretta, saltò solo due gp, e tornò in corsa per il titolo iridato, tranne poi ritirarsi all’ultimo metro, in Giappone, per una pioggia che lo bloccò con tutte le sue paure.