Eurasia, presidente Maduro potrebbe non terminare il suo mandato

Pubblicato il 21 settembre 2017 da redazione

 

Eurasia sostiene che il presidente Maduro potrebbe non concludere il suo mandato

Eurasia sostiene che il presidente Maduro potrebbe non concludere il suo mandato

CARACAS – Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, potrebbe non terminare il suo mandato presidenziale, come lo stabilisce la Costituzione. Lo sostiene l’agenzia Eurasia Group, specializzata tra l’altro nella valutazione dei rischi politici. Stando a Eurasia, avrebbe solo un 40 per cento di possibilità di riuscirci.

“Consideriamo poco probabile che il presidente possa mantenere lo status quo nel 2018” ha reso noto in una sua analisi l’agenzia di rischio. E ha giustificato le proprie considerazioni rimandando alla realtà politica ed economica del Paese. D’altronde, considera che il dialogo tra Governo e Opposizione non sembri destinato a dare i frutti sperati. Non almeno in un futuro immediato.

E’ questa una considerazione che condivide la stragrande maggioranza degli analisti politici. D’altronde, il governo ha già reso noto l’indisponibilità a liberare i prigionieri politici. Ma questa, com’è ben noto, è una condizione irrinunciabile per l’Opposizione rappresentata dal Tavolo dell’Unità. Lo è anche il rispetto al ruolo del Parlamento e all’indipendenza dei poteri così come un’agenda elettorale precisa.

Ma non è solo l’aspetto politico quello che induce l’agenzia a considerare precaria la governabilità del presidente Maduro. Anche quello economico fa la sua parte. La contrazione del Pil e l’iperinflazione illustrano quanto grave sia la crisi del Paese.

Presidente Maduro e la Costituente

Eurasia stima che il governo possa cercare di flessibilizzare alcune posizione nell’estremo tentativo di ottenere il riconoscimento della Costituente. E così superare l’ostacolo rappresentato dal Parlamento dominato dall’Opposizione.

Accordi e convegni firmati dal governo, per essere considerati legalmente validi, devono ottenere il visto buono dell’An.

Gli analisti politici considerano che se governo e opposizione non abbandonano le proprie posizioni radicali, difficilmente potranno incontrare un accordo. E, così, ogni prova di dialogo sarebbe invano.

Da parte dell’Opposizione pesano a suo favore le pressioni internazionali. Ma l’attenzione del mondo, fino a ieri posta sul Venezuela, è rivolta oggi verso le tragedie che vivono i paesi vittime della violenza della natura. Il terremoto in Messico, il susseguirsi degli uragani in centroamerica, hanno condannato la crisi venezuelana a un ruolo secondario.

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