Il M5S incorona Di Maio, congelata la rivolta dei frondisti

La festa del M5S per Di Maio. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
La festa del M5S per Di Maio.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

 

 

RIMINI. – Con quasi 31 mila voti della base Luigi Di Maio è stato incoronato candidato leader del M5s con l’ambizione di portare il Movimento al governo e gli italiani “alla riscossa”. Ma con lui e con tutto il Movimento, che in queste giornate di festa a Rimini ha provato fino all’ultimo a ritrovare l’unità incrinata, ci sarà sempre Beppe Grillo. Tra le polemiche, interne ed esterne, sul sistema di voto on line, quel rousseau “intaccato” dagli hacker- attacca il Pd – che ha prodotto solo 37 mila voti.

Il fondatore ha promesso al popolo M5s, che acclama il nuovo leader tra una pioggia di coriandoli e i parlamentari fatti salire sul palco come testimoni, che rimarrà: “questo Movimento ce l’ho dentro, ce l’ho nel Dna. Starò sempre con voi”.

L’incoronazione di Luigi Di Maio candidato premier del M5s arriva alla fine di due lunghe giornate di trattative, prove di riconciliazione, estremi tentativi per ricucire quello strappo che ferisce il Movimento e rischiava di delegittimare una proclamazione a cui i vertici a 5 Stelle lavorano da mesi. Altalenanti tra le opzioni della linea dura e quella della accoglienza, i 5 Stelle hanno provato fino alla fine di trovare la quadra.

Beppe Grillo, rimasto volutamente ai margini di una festa pensata e voluta per certificare il passaggio dello scettro al “trentenne” prescelto anche da una votazione di cui il M5s va fiero, alla fine ha fatto il passo di lato anche nei confronti di Roberto Fico, il leader degli ortodossi, che aveva lanciato la sua battaglia contro il passo indietro del capo Politico M5s a vantaggio del prossimo premier.

Con lui il M5s ha raggiunto una tregua, un accordo che salva, almeno per il momento, il Movimento e consente ad un esponente storico come il presidente della Vigilanza di non passare alla storia come “guastatore”. “Non lascerò il Movimento” assicura Fico a fine giornata, ricomparso dopo giorni di silenzio.

“La responsabilità che mi avete affidato è grande ma tutti insieme ce la possiamo fare perché noi siamo il M5S e non dobbiamo mai dimenticarlo” assicura anche Di Maio che dal palco accetta l’investitura : “Porterò avanti il mio ruolo con disciplina e onore”, dice. La sua “nomination”, su cui anche Grillo ha scherzato, considerata l’altissima percentuale ottenuta, arriva pure questa al termine di altre polemiche.

L’affluenza al voto viene considerata dal M5s un successo. Anche Grillo si sarebbe detto molto “soddisfatto”, considerate le condizioni e il timore di attacchi pirata che il M5s dice di aver respinto, smentendo le incursioni dell’ hacker “rogue_0” che già in estate aveva violato la piattaforma Rousseau.

Il M5s considera l’affluenza un successo – rintuzzando le critiche feroci che vengono soprattuto dai democratici – perché usa come termine di paragone, la votazione che diede il placet al Direttorio: i partecipanti furono 37.124mila contro i 37.442 che hanno fatto click alle primarie concluse ieri.

Quanto agli sfidanti alla premiership al secondo posto è arrivata la senatrice Elena Fattori con 3.596 voti. Per i restanti sei candidati – Vincenzo Cicchetti, Andrea Davide Frallicciardi, Gianmarco Novi, Marco Zordan, Nadia Piseddu e Domenico Ispirato – solo poche centinaia di voti.

(dell’inviata Francesca Chiri/ANSA)