Di Maio studia da premier: “Non avrò codice di comportamento”

Pubblicato il 25 settembre 2017 da ansa

Luigi Di Maio durante unintervista sul palco in occasione dell’evento organizzato dal M5s: Italia 5 Stelle, Rimini, 24 settembre 2017.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

MILANO. – Taglio delle tasse sugli utili, investimenti su innovazione e digitale, atmosfera da Silicon Valley lombarda: la prima “uscita” di Luigi Di Maio candidato premier è al Talent Garden (Tag) di Milano – elite del co-working italiano – e segue la scia intrapresa dal neo-leader negli ultimi mesi, quella di un M5S dal volto dialogante lontano dalle urla di piazza di non molto tempo fa.

Del resto, l’uomo forte dell’universo pentastellato oggi è lui, sostenuto dai vertici 5 Stelle e destinato ad avere piena libertà di movimento anche nei prossimi mesi: un codice di comportamento per me come per Virginia Raggi? “Non è previsto”, sottolinea Di Maio.

L’esponente campano sceglie gli startupper del “Tag” come parterre per il suo esordio da candidato premier fuori dai confini pentastellato. La richiesta di visitare la sede centrale del network di co-working – che conta 18 sedi in Italia – arriva, a quanto si apprende, al Tag giovedì.

“Abbiamo sempre aperto i nostri spazi alle istituzioni”, sottolinea accogliendo Di Maio Davide Dattoli, ceo di Tag e fondatore con Lorenzo Maternini della società di co-working, che nel novembre scorso ha chiuso un aumento di capitale di 12 milioni per accrescere la sua rete. Una rete che, è il messaggio di Di Maio, ha nella burocrazia alcuni dei suoi principali ostacoli.

“La burocrazia è uno Stato che fa una legge ogni due giorni e mezzo, e rende la vita un inferno a chi fa impresa”, sottolinea Di Maio che, dopo aver visitato gli spazi della sede di Tag si pranza con 25 startupper ospiti dello spazio. E, tra i presenti, c’è anche l’ex presidente di Confindustria Giovani Marco Gay. L’accoglienza è buona per il neoleader M5S, che – racconta chi era presente al pranzo – sottolinea di preferire una riduzione delle tasse sugli utili piuttosto che un taglio del cuneo fiscale.

Gli startupper rivolgono a Di Maio di diverse domande, non esitano a manifestare dubbi sula sostenibilità dle reddito di cittadinanza e provano ad indagare sull’affidabilità del M5S. “Avremo la squadra di governo prima del voto”, assicura Di Maio ammettendo che, nel caso della giunta Raggi uno degli errori è stato proprio non presentarsi alla vittoria con un team già pronto per la Giunta. Il M5S non ripeterà gli errori del passato è l’assicurazione che Di Maio, racconta chi è presente all’incontro, fa agli startupper.

Consapevole tra l’altro, della volontà del M5S a puntare anche sull’elettorato del Nord in vista del voto nazionale e in Lombardia. E, a dispetto del sindaco capitolino, Di Maio non firmerà alcun codice di comportamento. Con buona pace di chi, come Roberto Fico, chiede una sorta di ridimensionamento dei poteri del candidato premier.

Del resto, da qui al voto, l’impressione è che sotto i riflettori ci sarà soprattutto il neoleader. “L’Italia deve essere un Paese che investe in talenti, ce ne sono tanti e dobbiamo tenerli qui”, sottolinea Di Maio che, a inizio ottobre, dovrebbe recarsi in Giappone. Prima tappa di un nuovo tour internazionale. Questa volta da candidato premier.

(dell’inviato Michele Esposito/ANSA)

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