Il Tavolo dell’Unità Democratica dice “no” al dialogo col Governo

Il Tavolo dell'Unità Democratica ha deciso di non recarsi a Repubblica Dominicana
Il Tavolo dell'Unità Democratica ha deciso di non recarsi a Repubblica Dominicana
Il Tavolo dell'Unità Democratica ha deciso di non recarsi a Repubblica Dominicana
Il Tavolo dell’Unità Democratica ha deciso di non recarsi a Repubblica Dominicana

 

CARACAS.- Il Tavolo dell’Unità Democratica non parteciperà all’incontro di domani col Governo. Lo ha informato il presidente della Commissione di Politica Estera del Parlamento, Luis Florido. Ristiamo, quindi, punto e daccapo.

Florido ha giustificato la decisione del Tavolo dell’Unità Democratica sostenendo che non esistono le condizioni per il dialogo. D’altronde, i prigionieri politici sono ancora in carcere e il canale umanitario è pur sempre inesistente. E queste erano appena due delle condizioni poste dall’Opposizione.

– Per recarci a Repubblica Dominicana – ha detto Florido – è necessaria un’agenda chiara. Non ci presteremo allo show del Governo. Assumiamo le nostre responsabilità. Purtroppo non esistono le condizioni per proseguire col dialogo “esploratorio”.

Il deputato dell’Opposizione ha insistito nel sottolineare che la decisione è stata presa per salvaguardare la serietà della coalizione eterogenea dell’Opposizione.

– Ci stiamo giocando il nostro futuro – ha detto -; il futuro del Paese.

Comunque, Florido ha assicurato che il Tavolo dell’Unità Democratica è sempre aperto a un dialogo serio per costruire un “accordo permanente”.

Il Tavolo dell’Unità Democratica, Capriles Radonski e Donald Trump

Il Governatore dello Stato Miranda, Henrique Capriles Radonski, nel corso di una conferenza stampa, ha secondato la decisione del Tavolo dell’Unità Democratica. Considera, e così l’ha affermato categoricamente, che il dialogo non può essere “per perdere tempo ma per cercare soluzioni ai problemi del Paese”.

– Il governo deve dare segnali rassicuranti; che effettivamente non accada come lo scorso anno- ha detto Capriles Radonski -. Il Paese ha urgente bisogno di soluzioni che frenino il deterioramento economico e sociale della nazione.

Il Governatore dello Stato Miranda ha quindi invitato i venezuelani a votare nel prossimo appuntamento elettorale: le regionali del 15 ottobre.

– Votare – ha detto – è una forma di protesta. Così possiamo castigare il Governo.

Mentre tra Governo e Opposizione prosegue il “tira e molla”, il presidente nordamericano, Donald Trump, ha esortato l’Unione Europea a seguire l’esempio degli Stati Uniti. E cioè, approvare provvedimenti contro il governo del presidente della Repubblica, Nicolás Maduro. Nel corso della conferenza stampa, a conclusione dell’incontro sostenuto con il premier spagnolo, Mariano Rajoy, Trump ha parlato anche del Venezuela.

– E’ necessario restaurare la pace e la democrazia in Venezuela – ha detto -. Il venezuelano merita un futuro in libertà. Quindi l’invito ad applicare sanzioni severe a funzionari del governo Maduro.

– Abbiamo fiducia nei nostri amici dell’Unione Europea – ha commentato -. Siamo speranzosi che seguiranno il cammino tracciato dagli Stati Uniti, dal Canada e da molti paesi latinoamericani. L’Unione Europea, siamo sicuri, sanzionerà il governo del presidente Maduro.