Onde gravitazionali: aveva ragione Albert Einstein!

 

Onde gravitazionali, confermata la teoria di Albert Einstein
Onde gravitazionali, confermata la teoria di Albert Einstein

Molti scienziati non avevano dubbi sulla esistenza delle onde gravitazionali ipotizzate dalla teoria della relatività generale di Albert Einstein, cento anni fa. Ma quando l’interferometro americano LIGO, in un lasso di tempo di frazioni di secondo, ha ricevuto un consistente segnale, intercettato anche in Europa da uno studioso italiano, si è avuta la conferma. Una nuova conferma si è avuta a fine agosto quando si è avuto prova di un segnale delle onde gravitazionali. Una manifestazione intensissima, successivamente diminuita e poi scomparsa: si tratta delle onde gravitazionali, cioè di increspature (vibrazioni) dello spazio-tempo, simili alle onde che si propagano in uno specchio d’acqua, in seguito alla caduta di un sasso.

Lo spazio- tempo consiste in una sorta di quarta dimensione, il tempo, aggiunta alle tre coordinate spaziali che servono ad individuare un corpo qualunque. Alla velocità della luce, sia il tempo che lo spazio si possono misurare con le stesse unità di misura e cioè in anni o anni- luce. A causa di questa condivisione spazio e tempo, in realtà, concorrono a formare un’unica entità: lo spazio-tempo. La variazione della materia contenuta nello spazio-tempo determina la sua increspatura che si propaga nell’universo. E’ un po’ quel che succede quando una palla incurva un tessuto teso trasparente e si forma una sorta di buca all’interno della quale si ferma la palla stessa.

L’evento intenso occorso di recente, sembra testimoniare ciò che è avvenuto un miliardo di anni fa, in seguito all’urto di due buchi neri che ruotavano l’uno rispetto all’altro ad una velocità prossima a quella della luce ( 300000 Km/sec.), di massa di oltre 30 volte quella solare. Le onde gravitazionali che si sono formate derivano da parte della massa che si è liberata in seguito alla collisione. Il segnale, studiato assieme a VIRGO italiano, apre le porte per una nuova fisica. Essendo in grado di interagire in maniera debole con la materia, e con essa con i corpi costituiti appunto di materia, sono in grado di attraversarla, di transitare per galassie, stelle e pianeti e porre le basi per una maggiore conoscenza dell’universo.

Si pensa che al momento dell’inizio, il Big Bang, si siano liberate enormi quantità di onde gravitazionali. Dal loro studio si dovrebbe risalire all’inizio del tempo. La scoperta è di una portata senza precedenti. Ancora una volta si sono avverate le ipotesi di Albert Einstein in una società come quella attuale enormemente tecnologica, in grado di compiere quelle verifiche delle teorie scientifiche del secolo scorso, come quella della relatività.

Pensare che il più grande fisico della storia di tutti i tempi, aveva a disposizione solo carta e penna e la matematica. Parte di quella matematica che è presente nelle sue formule trovò ispirazione dall’ingegno di un illustre romagnolo: Gregorio Ricci Curbastro di Lugo di Romagna.

Marco Guiduzzi

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