Cattedra a figlio di un ex ministro, indagato rettore S.Orsola

Scandalo Università, Procura Napoli indaga rettore S.Orsola
Scandalo Università, Procura Napoli indaga rettore S.Orsola

 

NAPOLI. – L’insegnamento, nell’ambito della facoltà di lettere, è quello di Storia dei Giardini. Tra i testi adottati, come informa il sito della Università napoletana Suor Orsola Benincasa, un saggio su Pacello da Mercogliano, giardiniere di corte che Carlo VIII volle con sé in Francia dopo essere rimasto folgorato durante la discesa in Italia dalla bellezza del giardino rinascimentale, e che ai francesi insegnò anche il metodo di coltivazione in vaso degli agrumi, da riparare in inverno in stanza apposite.

L’assegnazione dell’insegnamento, con l’incarico di ricercatore, al professor Francesco Zecchino, autore del saggio sul giardiniere del re, irpino come Pacello da Mercogliano e figlio dell’ex ministro democristiano dell’Università Ortensio Zecchino, ha provocato guai giudiziari al rettore del Suor Orsola, Lucio D’Alessandro, e ai componenti della commissione per il concorso a ricercatore risalente al 2004: Giovanni Coppola, Anna Giannetti, Alessandro Viscogliosi.

Abuso di ufficio il reato ipotizzato per tutti dal pm Graziella Arlomede, della sezione reati contro la pubblica amministrazione coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. L’avviso – che di solito fa da preludio a una richiesta di rinvio a giudizio – è stato notificato nel giugno scorso ma la notizia si è diffusa ora in coincidenza con lo scandalo dei concorsi universitari scaturito dall’inchiesta della procura di Firenze. Non risultano comunque indagati né il professor Zecchino, beneficiario delle presunte irregolarità, né l’ex ministro.

Un’indagine avviata in seguito a ricorsi di altri concorrenti che si ritennero danneggiati. Tra gli elementi al centro della ipotesi accusatoria la decisione del rettore di individuare come commissario di nomina interna il professore Coppola, che risulta essere fondatore e componente del consiglio direttivo del Cesn, Centro europeo di studi normanni di Ariano Irpino, del quale fanno sia Francesco Zecchino sia il padre.

Si difende il professor D’Alessandro: “Sono personalmente addolorato ma assolutamente sereno circa la legittimità dei miei comportamenti e, soprattutto, nutro piena fiducia nel lavoro della magistratura. La vicenda trae origine da un concorso del 2003, a margine del quale si sono succeduti numerosi ricorsi amministrativi, mentre io soltanto dal maggio del 2011 ho avuto l’onore di iniziare a ricoprire la carica di Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa; e sin da quando ho assunto questa carica, con riferimento al concorso in oggetto, mi sono limitato a dare seguito alle decisioni assunte dalla magistratura amministrativa”.

“La procura riceve una denuncia e ci si butta con voluttà, perché questo è il clima”. Così l’ex ministro Zecchino: “Sono coinvolto perché il fatto di essere stato ministro non consente a mio figlio di poter essere ricercatore, questo nella nuova logica. La concorrente che ha scatenato tutto questo è stata dichiarata decaduta, perdente, da tre commissioni nel concorso di mio figlio”.