Calcio sulla via di Damasco, la Siria sogna i Mondiali

La Siria festeggia la qualificazione ai playoff dopo il 2-2 con l'Iran.
La Siria festeggia la qualificazione ai playoff dopo il 2-2 con l’Iran.

 

ROMA. – A Damasco non si è ancora spenta l’eco dei festeggiamenti per il pareggio ottenuto in extremis dalla Nazionale siriana a Teheran, con l’Iran (2-2), e già comincia un’altra avventura: quella che potrebbe portare la Nazionale guidata da Ayman Hakeem alla fase finale dei Mondiali dell’anno prossimo, in Russia. Un risultato che andrebbe ben al di là del fatto puramente sportivo in un Paese devastato dalla guerra, e lancerebbe un segnale preciso, diretto, chiaro, alla comunità mondiale.

Un sogno sicuramente difficile da realizzare, ma non impossibile per una squadra che ha voglia e agonismo da vendere. Il torneo asiatico di qualificazione alla prossima Coppa del mondo è arrivato alla quarta fase: è il momento in cui le due terze classificate dei due gironi che hanno già consegnato il biglietto mondiale a quattro formazioni (Giappone, Iran, Arabia Saudita e Corea del Sud) si affrontano per stabilire i nomi delle Nazionali che possono continuare a sognare il viaggio in Russia.

La vincente di Siria-Australia, infatti, andrà agli spareggi intercontinentali di novembre, contro la quarta classificata del girone di Nord e Centro America per l’accesso alla rassegna iridata. Il primo match di questo lungo percorso è in programma nell’Hang Jebast stadium, a Krubong (Malesia), dopodomani alle 14,30 italiane (ritorno il 10 ottobre in Australia, alle 11 italiane): sarà una prima assoluta fra le due Nazionali.

I ‘canguri’ guidati da Ange Postecoglu hanno già partecipato a una fase finale in quattro occasioni (la prima a Germania 1974), la Siria mai. Nell’ultima sfida i siriani hanno pareggiato 2-2 sul campo dell’Iran, con reti di Tamer Haj Mohamad e Omar Al Somah, mentre l’Australia ha battuto in casa la Thailandia 2-1, grazie alle reti di Tomi Juric e Matthew Leckie.

Gli occhi del mondo sono puntati su questa doppia sfida che potrebbe rappresentare una svolta nella storia del calcio mondiale. In ogni caso, vada come vada, per i siriani si tratta di un traguardo insperato, che apre nuovi scenari e innesca una voglia incontenibile di calcio.

Le speranze siriane sono riposte nei piedi di Al Somah, lo ‘Zlatan d’Arabia’, chiamato così dai tifosi di Damasco e da quelli dell’Al Ahli, il club saudita in cui gioca e del quale è diventato ormai un idolo indiscusso. A Damasco si vogliono dimenticare gli orrori della guerra, sostituire il sangue con le emozioni che solo il pallone sa regalare.

Da sei anni la Nazionale non gioca una partita in casa, ma i tifosi sono ugualmente pronti a gremire le tribune dello stadio Al Jalaa, dove hanno già seguito su un maxischermo la partita di Teheran che ha regalato più di una speranza, riportando il calcio sulla via di Damasco.