Ius soli: il governo ci riprova. Finocchiaro sonda Ap sulle modifiche

Ius Soli
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ROMA. – Dopo il Def e fino all’approdo della manovra in Senato, a fine ottobre, si apre per il governo una finestra, forse l’ultima, per valutare se lo ius soli ha i numeri per essere approvato. Il ministro Anna Finocchiaro ha avviato contatti informali con i gruppi, in particolare con Ap, per tentare di ammorbidire la contrarietà dei centristi con qualche modifica al testo che accentui il cosiddetto ius culturae rispetto ai diritti di nascita.

Un pressing arriva dagli oltre 70 parlamentari, tra i quali esponenti di governo come Graziano Delrio, che hanno aderito allo sciopero della fame a staffetta, che anche la presidente della Camera Laura Boldrini sta valutando. Era stato il premier Paolo Gentiloni, dopo l’ennesimo rinvio nella calendarizzazione in Aula, a prendere “l’impegno” a verificare “in autunno” la possibilità di approvare lo ius soli. Un’impresa ardua perchè il provvedimento sulla cittadinanza agli stranieri è possibile solo con il voto di fiducia vista la mole di quasi 5mila emendamenti che impedirebbero l’approvazione nell’ultimo scorcio di legislatura.

Portata a casa, nonostante lo strappo di Mdp, la maggioranza assoluta sulla variazione di bilancio, ora il governo può tornare a sondare gli alleati di governo su un provvedimento che vedrebbe favorevole anche Sinistra Italiana. “Il dossier è sul tavolo”, assicurano fonti di governo non garantendo però sull’esito delle verifiche. I renziani sono, però, scettici sul fatto che si riuscirà a trovare la maggioranza per il via libera finale al testo.

E anche Delrio ci tiene a separare la sua scelta “da cittadino” di aderire allo sciopero della fame dal suo ruolo di governo. “Il parlamentare risponde alla nazione, non alla disciplina di partito. Sui diritti civili non ci si astiene”, spiega l’ex sindaco di Reggio Emilia. Che mette in conto anche il fallimento: “Se non ce la facciamo, amen. Ma mi interessa fare un dibattito ragionato, tranquillo, ragionevole. Dimostriamo di essere un grande Paese”.

Anche se ufficialmente Ap dice di non aver cambiato idea, una minoranza dei centristi non è così contraria al provvedimento. E vorrebbe lavorare ad una mediazione. “Sulle nostre proposte – spiega la senatrice Simona Vicari – abbiamo ricevuto informalmente dei riscontri. Ieri ho parlato con il ministro Anna Finocchiaro e abbiamo capito che se ci daranno la possibilità di andare un minimo avanti e non fare tristi battaglie elettorali ce la possiamo fare”.

Il punto per superare le “barricate” sarebbe accentuare l’aspetto che lega la cittadinanza dei bambini al percorso scolastico più che alla nascita. Si capirà solo nei prossimi giorni se lo spiraglio ha fondamento. Nel frattempo cresce il numero dei parlamentari che faranno lo sciopero della fame a staffetta. Oltre a Delrio, il viceministro Mario Giro e i sottosegretari Benedetto della Vedova, Andrea Olivero e Angelo Rughetti. Non ha ancora deciso, invece, Boldrini: “Ci sto pensando, è una legge importante”.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)