Riace, sindaco dei migranti indagato per accoglienza

Riace, sindaco dei migranti indagato per accoglienza
Riace, sindaco dei migranti indagato per accoglienza

 

 

RIACE (REGGIO CALABRIA). – Ha fatto conoscere il suo paese, Riace, piccolo centro della provincia di Reggio Calabria di 2.300 abitanti, in tutto il mondo grazie alle sue politiche di accoglienza ed integrazione dei migranti. Ma adesso, proprio il “modello Riace” è all’origine dei suoi guai con la giustizia.

Domenico “Mimmo” Lucano, sindaco del paese, è stato infatti raggiunto da un avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Locri in cui si ipotizzano i reati di abuso d’ufficio, concussione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Con lui è indagato il presidente dell’associazione “Città Futura” Fernando Antonio Capone. I finanzieri del Gruppo di Locri hanno notificato l’atto a Lucano mentre, in Comune, provvedevano ad acquisire la documentazione relativa al sistema di accoglienza.

Per le sue politiche nei confronti dei migranti, Lucano è stato inserito dalla rivista Fortune al 40/mo posto tra le personalità più influenti nel mondo e la Rai ha deciso di realizzare una fiction su di lui con Beppe Fiorello protagonista, iniziativa sulla quale, adesso, esprimono perplessità Maurizio Gasparri (Fi) e Jonny Crosio (Lega).

L’inchiesta che lo vede indagato è stata avviata ad inizio anno, dopo che la Prefettura di Reggio Calabria aveva redatto una relazione sul sistema di accoglienza del piccolo centro in cui si sollevano alcuni dubbi. Da qui la decisione – praticamente dovuta – della Procura di Locri di avviare gli accertamenti. E nel giugno scorso la richiesta di proroga delle indagini che ha portato al sequestro degli atti ed all’emissione dell’avviso di garanzia.

Lucano, alla relazione, aveva risposto con delle controdeduzioni in cui evidenziava che alcuni punti riguardavano più che altro le criticità del sistema di accoglienza italiano “ma – ha detto il sindaco – non sono state considerate”. Al centro di tutto ci sono le somme – 35 euro giornalieri a migrante – concesse ai Comuni per la gestione degli immigrati.

L’inchiesta mira a chiarire i rapporti del Comune con le associazioni che si occupano dell’accoglienza. “Vogliono verificare – ha spiegato Lucano – la rendicontazione degli ultimi due anni sugli aspetti gestionali”. E su questo fronte il sindaco si è detto assolutamente tranquillo: “Sono sconcertato e senza parole ma per certi versi mi viene quasi da ridere perché non ho nessun bene nascosto. Non possiedo niente e non ho conti segreti. Allora ben vengano i controlli su di me e che siano il più approfonditi possibili”.

La notifica dell’avviso di garanzia è giunta proprio all’indomani di una trasferta romana in cui Lucano – come lui stesso ha riferito – ha risolto le questioni che avevano indotto il ministero dell’Interno a sospendere il sostegno finanziario fornito per l’esperienza dei bonus e delle borse lavoro, strumenti “inventati” a Riace non solo per favorire l’integrazione ma per radicare sul territorio i migranti anche una volta finiti i progetti finanziati.

“Da questa idea – ha detto Lucano – sono nate le fattorie didattiche, i laboratori e le botteghe artigiane. Adesso abbiamo anche aperto un asilo multietnico. Stiamo cioè cercando di favorire l’integrazione con percorsi di lavoro che invoglino i migranti a rimanere. Una politica che punta anche a far crescere il territorio”. Una politica che, dopo avere ricevuto il plauso da più parti nel mondo, adesso dovrà sottoporsi anche al vaglio della magistratura.

(di Alessandro Sgherri/ANSA)