Giorno

Buon giorno!
Buon giorno!

 

In latino “giorno” era detto “dies”.

I ragazzi di prima liceale, che cominciano a studiare il latino, sanno che tutti i nomi di 5^ declinazione sono femminili, ad eccezione di uno: dies = giorno, che è maschile. Molte volte però per il meccanismo dell’analogia anche dies veniva trattato come femminile. O viceversa?

Era un errore? Chi lo sa? Sta di fatto che per la pratica di quest’uso (o se preferite: per il ripetersi di questo errore) la parola dies a volte figurava come nome maschile, a volte come nome femminile. Alla distanza, poi, le grammatiche scolastiche hanno teorizzato anche una leggera differenza di significato tra i due nomi al punto da specializzarli a seconda delle situazioni di contesto in cui la parola è utilizzata. (Un po’ come tavolo e tavola, o, meglio, giorno e giornata.

Sicché abbiamo un dies maschile e una dies femminile.

L’aggettivo derivato da dies è “diurnus”, che, come aggettivo, si è conservato nella lingua italiana col medesimo significato del suo originario latino (cioè: “che riguarda il giorno”, che “appartiene al giorno”). Da questa forma, seguendo le regole insite nella lingua stessa, che col tempo fanno trasformare la parlata, da “diurnum” si è passato al moderno “juornu”, corrispondente all’italiano “giorno”.

A proposito, facciamo notare che l’aggettivo italiano “odierno” deriva dall’avverbio latino “hodie = oggi”, che ha origine nell’espressione latina “hoc-die” (in questo giorno). Inoltre – ma questo già ci è capitato di dirlo – la parola “die” è attestata nella lingua italiana nella forma apocopata – scusate, ma si dice proprio così e significa: troncata – “ di’ ” . Esempio: “ Buon di’ ”.

E ritorniamo al “diurnus/giorno”. Per dire che anche in italiano la lingua si è attrezzata di due parole, una maschile e l’altra femminile, per indicare l’arco temporale delle 24 ore: esse sono “giorno” e “giornata”. Non vi spiego la differenza tra le due, perché non la conosco; ma vi invito a verificare se nel vostro personalissimo modo di usare le parole c’è la percezione di una qualche differenza di significato tra giorno e giornata.

Un’ulteriore considerazione: il fatto che dies fosse trattata sia come maschile che come femminile ha comportato che dies dominica (il giorno del Signore) nella lingua italiana ha dato origine alla parola “domenica” (la), mentre nella sua forma maschile (dies dominicus) ha generato lo spagnolo “el domingo” e il francese “le dimanche”.

Luigi Casale

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