Legge elettorale, Mdp attacca Gentiloni: “Non ponga la fiducia”

La protesta M5s fuori dalla Camera (Ansa)
La protesta M5s fuori dalla Camera (Ansa)

ROMA. – Un parallelo tra Gentiloni e Mussolini, con un invito al premier a non replicare in Senato la fiducia posta sul Rosatellum 2.0 alla Camera: l’attacco è giunto da Mdp che con questa mossa tenta di scardinare la blindatura della legge a Palazzo Madama, puntando sulle preoccupazioni del governo in vista della legge di Bilancio. Il tutto mentre si rafforza l’asse tra bersaniani e M5s.

Intanto è iniziata la discussione generale sul Rosatellum 2.0 in Commissione Affari costituzionali, che è stata impegnata in tre sedute, al mattino, nel pomeriggio e la sera su questo passaggio, al quale seguiranno le audizioni di nove costituzionalisti. In Commissione il dibattito si è svolto in un clima “rispettoso delle posizioni altrui”, ha sintetizzato il presidente e relatore Salvatore Torrisi (Ap), anche perché le posizioni dei gruppi sono note e le parti non mirano nemmeno a convincere gli altri delle proprie ragioni.

Da rilevare tuttavia il consolidamento dell’asse tra Mdp e M5s, emerso in Aula alla Camera: ad esempio nel pomeriggio il senatore pentastellato Nicola Morra ha citato gli argomenti del bersaniano Maurizio Migliavacca, intervenuto nella seduta del mattino, ricevendo a sua volta a fine seduta i complimenti dello stesso Migliavacca e della capogruppo di Mdp in Commissione, Doris Lo Moro: “bellissimo intervento Nicola”.

Il 25 ottobre comunque M5s porterà in piazza di nuovo i propri militanti. Ma ad accendere la giornata è stato un duro intervento di Federico Fornaro a nome di Mdp in Aula nel dibattito dopo le comunicazioni di Paolo Gentiloni in vista del Consiglio Ue del 20 ottobre. “Nessun Governo – ha affermato – sin dall’Unità d’Italia nel 1861 ha mai imposto la doppia fiducia sulla legge elettorale”; e dopo un parallelo tra il premier e Mussolini, l’appello: “si fermi presidente Gentiloni, è ancora in tempo”.

Un appello che punta sulla preoccupazione del Governo in vista della legge di Bilancio, visto che in Senato, dopo la rottura con Mdp, non ha più la maggioranza, dovendo quindi andarsi a cercare i voti tra forze ‘esterne’. Se non si dovesse porre la fiducia in Aula, la prossima settimana, si aprirebbero alcuni spazi innanzi tutto sugli emendamenti sulle minoranze linguistiche, per le quali è previsto il voto segreto.

E’ invece rientrato, tra i partiti che sostengono il Rosatellum 2.0, l’allarme per la posizione di Ala-Sc, dopo che mercoledì il senatore Ciro Falanga aveva votato contro la sua calendarizzazione in aula il 24 ottobre, per protestare contro lo stop alla sua legge sull’abusivismo.

Dopo le polemiche da parte di M5s (“indegno mercimonio tra Pd e Verdini” ha detto Vito Crimi), il capogruppo di Ala Lucio Barani ha chiarito che quella di Falanga è una posizione personale e in commissione Riccardo Mazzoni ha ribadito l’appoggio di Ala al Rosatellum.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)