La Confsal Unsa Esteri: i patronati non sono la risposta per migliorare i servizi consolari.

Italiani nel mondo.
Italiani nel mondo.

 

CARACAS. – In un incontro Maeci-Patronati realizzato nella Farnesina, il Coordinamento esteri della Confsal Unsa ha dichiarato che per migliorare i servizi consolari bisogna rafforzare il personale invece di delegare i compiti ai patronati.

Precedentemente con una nota, la Confsal Unsa aveva denunciato la precaria condizione dei servizi consolari, cercando di farlo notare sia al MAECI, all’opinione pubblica, agli uffici consolari all’estero.

Come risultato, l’unica esigenza che gli “elettori” all’estero si aspettano dai politici che sono in Parlamento grazie a loro, è quella di riaprire i consolati chiusi senza alcuna ragione e inviare più personale all’estero, che possa compiere con i servizi di cui hanno bisogno.

La Confasl Unsa incolpa soprattutto i diputati del PD eletti all’estero, che affermavano l’importanza del costante miglioramento dei servizi consolari accompagnati dai servizi degli stessi Patronati. Questa collaborazione è possibile in differenti campi dall’AIRE, ai passaporti, cittadinanze e visti, fino a informazioni sulla fiscalità.

Però il sindacato si chiede se tutto ciò non dovrebbe essere responsabilità dello Stato e non di organizzazioni private che ne possano trarre vantaggi economici e che non possono tutelare adeguatamente i propri assistiti. Ci si chiede se è calcolo o ingenuità politica, ci sarà un accordo con i Patronati per il rilascio dei passaporti e per le cittadinanze?

Si ha come l’impressione che i deputati si dimenticano delle richieste dei loro interlocutaori presso il MAECI, a favore dell’espansione e l’aumento del peso politico all’estero dei Patronati, affinchè occupino il vuoto che ha lasciato lo Stato verso i milioni d’italiani all’estero.

La buona notizia di questa convenzione MAECI-Patronati è che si stanno conoscendo le vere difficoltà a favore degli elettori, lavoratori e residenti italiani all’estero.

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