Berlusconi arruola gli imprenditori: “Io in campo per disperazione”

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Berlusconi arruola gli imprenditori.

CAPRI (NAPOLI). – Meno tasse e burocrazia, più sicurezza: Silvio Berlusconi tocca le corde del cuore degli imprenditori e li invita a seguire il suo esempio: scendere in campo. Chiede se c’è qualcuno disponibile a “dedicare qualche anno al Paese” al convegno di autunno dei giovani imprenditori di Confindustria a Capri. “Siamo eroi”, dice strappando applausi.

E descrive il suo programma di Governo appellandosi alla platea: “Anche se siete sfiduciati sul voto questa volta è vostro interesse andare a votare”, “guardate i leader che sono in campo: nessuno ha lavorato, uno solo è laureto, gli altri sono solo affabulatori che hanno fatto solo politica”.

Un programma che unisca il centrodestra? Per il leader di Forza Italia oggi c’è “una certa facilità a trovare un accordo” con Matteo Salvini, visto che “ha abbandonato l’idea di uscire dall’Euro”. Ma lui replica: “Le mie idee, le decido io. Non è Silvio Berlusconi che me le suggerisce”.

Il M5S? Berlusconi ne svela il “vero programma” – dice agli imprenditori – come una batosta fiscale. E aggiunge che il reale candidato premier non è Luigi Di Maio: “Lo conoscete: è Piercamillo Davigo”; quindi parla di politici senza “arte né parte”.

L’accoglienza degli industriali under 40 è quella dedicata agli ospiti d’eccezione: il leader dei giovani di Confindustria, Alessio Rossi, accompagna Berlusconi sul palco e dice: “Aspettiamo un messaggio da Lei per il futuro del Paese”. Il leader di Forza Italia rompe quindi il ghiaccio con qualche battuta sul suo successo con le donne, e ripete la barzelletta sul “sondaggio” tra cento giovani donne secondo cui 33 vorrebbero “fare l’amore con Berlusconi” e le altre 67 hanno risposto: “Ancora?”.

Poi un lungo intervento, partendo da lontano: “Fate una preghiera la sera” per i rischi con la Corea del Nord; serve “un piano Marshall per l’Oriente e l’Africa”; rischiamo “una migrazione totale” con milioni di rifugiati. Parla quindi del suo ‘ritorno’: “Ho 81 anni, speravo di godermi la vita. Sono ancora in campo contro i miei figli e contro i miei collaboratori e contro i miei azionisti per disperazione, e perché ho sentito come nel ’94 il dovere di farlo anche questa volta”.

‘Disperazione’ perchè è “impossibile” affidare il Governo a “chi non ha esperienze di lavoro”, ma anche perchè c’è da vincere la sfida contro “oppressione giudiziaria, oppressione fiscale, oppressione burocratica: è un Paese da cambiare”. E si sofferma sui giudici: “diciamolo in modo più chiaro: è una dittatura giudiziaria”.

Ma di Riforma della Giustizia in campagna elettorale Berlusconi ne parlerà poco: “Altrimenti rischio qualche azione che tenda a togliermi da mezzo”, dice. E’ un programma con “tre meno e tre più: meno tasse che è la nostra religione laica; meno Stato e meno vincoli dall’Europa. Più aiuto a chi ha bisogno, più sicurezza per tutti. E più garanzie per ciascuno: la riforma della Giustizia”.

Sul fronte dell’emergenza migranti servono “trattati con tutti gli Stati” coinvolti, “deve farlo l’Europa”. Ribadisce la proposta di pensioni minime a mille euro per tredici mesi”, e per “una pensione alle persone che lavorano di più e che nessuno paga mai: le nostre mamme”. Lancia un “limite per i contanti a 8mila euro”, che gli industriali accolgono con un forte applauso, ed il “vincolo di mandato” in Costituzione per i parlamentari.

Contro “l’oppressione fiscale” la ricetta è “una equazione: meno tasse su famiglie, imprese e lavoro è uguale a più consumi, più produzione più posti di lavoro”. Serve “un cambiamento totale delle nostre imposte con una flat tax, una tassa uguale per i cittadini e per le imprese”. E “via la tassa sulla prima auto che serve a portare i bambini a scuola e per andare al lavoro. Via l’imposta sulle donazioni, via l’imposta sulle successioni. Via l’Irap, e via l’Imu agricola”.

Sul caso Bankitalia, dopo averne già commentato prima di arrivare a Capri (tra selfie in Piazzetta e qualche applauso) Berlusconi scherza: un nome per il prossimo Governatore? “Il mio perché saprei fare tutto”.

(dell’inviato Paolo Rubino/ANSA)