M5s, Mdp e Si rompono, Rosatellum in Aula con la fiducia

Luigi Di Maio. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Luigi Di Maio. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ROMA. – Il Rosatellum 2.0 approda in Aula al Senato in un clima tesissimo, dopo l’abbandono da parte di M5s, Mdp e Si della Commissione Affari costituzionali, durante il voto degli emendamenti: “a questa farsa non ci stiamo”, ha detto Loredana De Petris di SI, di fronte alla blindatura del testo e alla prospettiva di un voto di fiducia preannunciata dopo che su molti emendamenti si prospettava il voto segreto, per la prima volta chiesto anche da M5s.

Dopo la chiusura di domenica di Matteo Renzi alle modifiche della legge elettorale, Mdp ha reagito duramente. Pierluigi Bersani ha definito “una vergogna” il Rosatellum 2.0. Nel primo pomeriggio in Senato c’erano due appuntamenti: alle 13 scadeva il termine per presentare gli emendamenti per l’Aula di domani, mentre alle 16 iniziava in Commissione Affari costituzionali il voto sulle 179 proposte di modifica ivi depositate.

La seduta della Commissione è iniziata dopo che al Pd avevano controllato gli emendamenti per l’Aula, una quarantina dei quali (quelli sulle minoranze linguistiche) a rischio voto segreto. Anzi, M5s sui propri lo aveva già chiesto, una novità rilevante, visto che il Movimento è sempre stato contrario a questa pratica: “in una emergenza democratica – ha detto Giovanni Endrizzi – ricorriamo a tutti i mezzi per opporci”.

Ed ecco che il sottosegretario Luciano Pizzetti prima della seduta della Commissione ha preannunciato la fiducia in Aula per evitare i voti segreti, come “legittima difesa” dinanzi al ricorso “ostruzionistico” delle minoranze al voto segreto. “Una scusa” quella del voto segreto, secondo Cecilia Guerra (Mdp) per mettere la fiducia e blindare così il testo.

I lavori della Commissione, che sarebbero dovuti andare avanti ad oltranza per votare tutti i 179 emendamenti sono iniziati in un clima teso, con l’illustrazione delle proposte di modifica da parte di M5s, Mdp e Si. Quando il relatore Salvatore Torrisi (Ap) ha espresso parere negativo su tutte le proposte, e dopo la bocciatura di una ventina di esse, i tre gruppi che si oppongono al Rosatellum 2.0 per protesta hanno abbandonato i lavori: “non daremo l’alibi alla maggioranza di sostenere che in Commissione si è proceduto in maniera regolare”, ha spiegato Doris Lo Moro di Mdp.

Domani alle 11 il testo sarà in Aula e dopo il voto sulle pregiudiziali, si profila un copione già scritto. A causa delle decine di voti segreti i gruppi che sostengono la legge, come ha preannunciato Andrea Marcucci (Pd), chiederanno al governo di porre la fiducia: anzi cinque, sui sei articoli, con l’esclusione di uno tecnico, il 5, con la clausola di invarianza finanziaria.

Unica suspence, il voto finale sulla legge che sarà a scrutinio segreto. Le minoranze faranno sentire la propria voce in piazza, davanti al Senato: martedì Mdp con Si assieme al Comitato per il No all’Italicum, e mercoledì M5s.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)