Marea umana alla maratona di NY: “Contro il terrore”

Shalane Flanagan taglia i traguardodella New York City Marathon in New York.(ANSA/AP Photo/Seth Wenig)
Shalane Flanagan taglia i traguardodella New York City Marathon in New York.(ANSA/AP Photo/Seth Wenig)

 

WASHINGTON. – Si è tenuta fra massicce misure di sicurezza e senza incidenti la corsa più famosa del mondo: la maratona di New York ha ancora una volta attraversato il cuore della Grande Mela. Un fiume di umanità quest’anno forse ancor di più simbolo e celebrazione dello spirito di New York che lo scorso martedì è stata nuovamente trascinata nel buio della paura nel peggiore attacco da quello dell’11 settembre 2001, compiuto dal 29enne uzbeko Sayfullo Saipov con un furgone lanciato su una pista ciclabile a Tribeca e rivendicato dall’Isis. Otto le persone uccise.

E la risposta al tentativo di spegnere la luce di New York l’hanno data gli oltre 50 mila runner, che hanno percorso i 42 km e cinque distretti di New York previsti dal tragitto, circondati da un pubblico di 2,5 milioni di spettatori e punteggiati dalla presenza delle forze dell’ordine.

Secondo alcune testimonianze non più visibile di altre edizioni, ma di certo il dispositivo di sicurezza è stato potenziato, stando anche alle ultime indicazioni fornite dal governatore Andrew Cuomo alla vigilia della corsa, in particolare nelle zone considerate ad alto rischio. Quindi aeroporti, ponti, tunnel e tutti gli snodi di transito. Migliaia gli agenti nei punti nevralgici della città. Raddoppiati quelli della Polizia, triplicate le unità della Guardia Nazionale.

Ma pur blindata, l’edizione numero 47 della maratona ha celebrato la diversità e la pacifica convivenza, come sottolineato nel messaggio pronunciato prima del via, scattato poi sulle note di ‘New York New York’ con la voce di Frank Sinatra. Ed è stata anche una edizione fortunata per gli Stati Uniti che dopo 40 anni hanno visto una runner americana tagliare per prima la finish line.

E’ Shalane Flanagan, che ha vinto la competizione femminile mettendo a segno un tempo di 2 ore 26 minuti e 54 secondi. E’ arrivata seconda la keniana Mary Keitany dopo aver vinto le precedenti tre edizioni della corsa. Al terzo posto l’etiope Mamitu Daska. La prima italiana al traguardo è stata Sara Dossena, al sesto posto con 2 ore 29 minuti e 39 secondi.

Per gli uomini, al primo posto il keniano Geoffrey Kamworor, due volte campione del mondo nella mezza maratona, che segnato un tempo di 2 ore 10 minuti e 53 secondi. Wilson Kipsang, anche lui keniano, si è piazzato al secondo posto e ha finito la corsa in 2:10:56, mentre l’etiope Lelisa Desisa al terzo, giunto alla finish line dopo 2:11:32.

Importante la presenza degli italiani, circa tremila in corsa, il secondo gruppo più numeroso dopo gli americani. Non è mancata perciò l’occasione di tifare i runner tricolore, grazie all’italian corner, allestito sulla Fifth Avenue tra la 91esima e 92esima Strada, prima dell’ingresso a Central Park.

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