26º Convention delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, presidente Auricchio: “Diffondiamo il made in Italy nel mondo”

Pubblicato il 06 novembre 2017 da redazione

 

CARACAS. – Il nuovo ruolo delle Camere di commercio alla luce della riforma nazionale, gli attori protagonisti dell’internazionalizzazione sul territorio e nel mondo, i progetti più innovativi di supporto alle pmi: questi i temi al centro della 26/esima Convention Mondiale delle Camere di commercio italiane all’estero, in programma fino a domani 7 novembre al Centro Congressi Torino Incontra.

All’evento, organizzato dalla Camera di commercio di Torino e da Assocamerestero, l’associazione delle Camere di Commercio italiane all’estero, con la collaborazione di Unioncamere, partecipano 180 delegati rappresentanti delle 78 Camere di commercio italiane all’estero, attive in 54 Paesi, con 18mila associati e contatti diretti con oltre 300 mila imprese in tutto il mondo.

Il Presidente di Assocamerestero Gian Domenico Auricchio, ha voluto fare il punto sugli argomenti trattati, in particolare la tutela del Made in Italy e come preservare e proteggere la qualità dei prodotti italiani all’estero.

Il presidente Auricchio mette in evidenza che nell’ambito della Convention saranno messe sul tavolo molte idee, stimoli e condivisioni di esperienze, per internazionalizzare tutte le piccole e mediane imprese, che puntano all’estero per crescere e trovare nuove opportunità d’affari.

In questi 4 giorni si incontreranno 140 rappresentanti del network che giungono da tutto il mondo per discutere sui nuovi servizi offerti dalle Camere, che sempre sono state ben predisposte nel sostenere le aziende all’estero. Nell’ultimo giorno ci saranno degli incontri d’affari tra le varie aziende nostrane e quelle estere, che sono interessate all’eccellenza dei nostri prodotti.

Progetto “mentoring” e “True Italian Taste”: Auricchio spiega che il primo, è l’offerta di un “mentor” ossia un manager qualificato di origine italiana, per aiutare ed affiancare le imprese che vogliano incursionare nel mercato estero. Il secondo invece è un programma del Ministerio dello Sviluppo Economico, per dare valore e autenticità al prodotto agroalimentare italiano, sia in Europa che in America, per mezzo anche di una serie di manifestazioni ed eventi, con il sostegno delle CCIE di vari Paesi: U.S.A., Canada, Germania, Messico, Francia, Regno Unito, Svizzera, Spagna. Olanda, Belgio e Lussemburgo.

Infine Auricchio ha voluto sottolineare  qual è il ruolo del Sistema Camerale estero nel promuovere il Made in Italy: le CCIE sono tra le prime a sostenere, con il loro lavoro nei Paesi esteri, il Made in Italy aggiornando costantemente i servizi alle aziende. Infatti in una recente indagine fatta dal Ministero degli Affari Esteri, le CCIE sono al primo posto in questo campo, il 67% delle imprese le conoscono e il 46% usufruisce dei loro servizi. “Statistiche che ci rendono orgogliosi e ci stimolano a realizzare sempre di più per il Made in Italy nel mondo”.

(Angelo Di Lorenzo)

@angelodilorenz

 

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