Freddy Guevara: “Volveré a convocar a la calle”

Pubblicato il 07 novembre 2017 da redazione

Freddy Guevara reconoce que llamó a la calle y a la desobediencia civil

Freddy Guevara reconoce que llamó a la calle y a la desobediencia civil

 

CARACAS – El primer vicepresidente de la Asamblea Nacional, Freddy Guevara, se pronunció ante el país a través de un video sobre la situación que vive con respecto a la anulación de su inmunidad parlamentaria. El video fue publicado y difundido a través de las redes sociales a altas horas de la noche del lunes seis de noviembre.

El Coordinador Nacional Encargado de Voluntad Popular aseguró que lo acusan de delitos que no ha cometido pero reconoce los hechos que motivan estas acusaciones. “Yo sí llamé a la protesta, sí llamé a la calle, y creo en la desobediencia civil. La convoqué y la volveré a convocar”. También aseguró que seguirá luchando y no se arrodillará.

El dirigente político dejó en claro la estrategia que seguirá de cara a su futuro a sabiendas de que pudiera ir a prisión. “La decisión es no entregarle un rehén más que ustedes pueden usar como tráfico humano de esperanza”. Guevara se encuentra actualmente refugiado en la embajada de Chile, país que le ofreció la posibilidad de otorgarle asilo político.

La situación de Freddy Guevara

Horas antes de la publicación del video, la Asamblea Nacional Constituyente retiró la inmunidad parlamentaria al dirigente de la tolda naranja. La petición la realizó en primera instancia el Tribunal Supremo de Justicia el día viernes tres de noviembre. El constituyente Julio Chávez aseguró que la ANC continuará aprobando procedimientos a políticos opositores por “atentar contra la estabilidad del Estado”.

Por su parte la Asamblea Nacional, declaró la nulidad, en la mañana del martes, de lo emanado por la ANC. El acuerdo aprobado en el parlamento explica que la ANC “no puede reemplazar a la Asamblea Nacional en la decisión relativa al otorgamiento o denegación del allanamiento de la inmunidad”.

El caso de Freddy Guevara ha causado rechazo generalizado por parte de actores de la comunidad internacional como Luis Almagro, El Grupo de Lima o el gobierno de España. Este martes siete de noviembre, la portavoz del Departamento de Estado, Heather Nauert, aseguró: “Se trata de otra medida extrema del régimen de Nicolás Maduro para cerrar el espacio democrático, criminalizar la disidencia y controlar la información”.

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