Da Catalogna e Gb i maggiori rischi per la ripresa in Europa

Sfilano mano nella mano con la bandiera spagnola e della Catalogna.(ANSA/AP Photo/Emilio Morenatti)
Sfilano mano nella mano con la bandiera spagnola e della Catalogna.(ANSA/AP Photo/Emilio Morenatti)

BRUXELLES. – I rischi per l’economia europea, che ha ritrovato il vento in poppa, sono “ampiamente bilanciati”. Nella navigazione della ripresa, però, restano alcuni scogli da evitare. Soprattutto dall’interno, con la Brexit, per cui l’Ue si sta già preparando anche nel calcolare le sue stime macroeconomiche con l’introduzione per la prima volta di stime a 27 anziché a 28.

E, se anche dal punto di vista dell’eurozona finora “l’impatto” della crisi in Catalogna “è limitato”, in futuro i suoi effetti potrebbero farsi sentire quanto meno sull’economia spagnola. Senza contare le tensioni geopolitiche esterne, come la situazione in Corea del Nord, e il protezionismo degli Usa di Trump.

E’ lo scenario tracciato dalle previsioni economiche d’autunno della Commissione Ue, a fronte di un trend ampiamente positivo dei 28 che sono tutti in crescita e, a livello di eurozona, con il Pil più alto da 10 anni, al 2,2%. La situazione però, guardando al 2018-2019, con l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, si fa più incerta.

Bruxelles sottolinea infatti che “a seconda dell’esito dei negoziati sulla Brexit, la transizione potrebbe non essere così liscia come tecnicamente presupposta in queste previsioni”. A fare le spese di questa situazione, però, per il momento sembra essere soprattutto Londra.

Le previsioni economiche Ue sottolineano infatti “un nuovo rallentamento” dell’economia britannica, il cui pil resta il più basso di tutti i 28 alla pari dell’Italia, all’1,5% per il 2017. I consumi restano infatti bassi, in linea con un debole aumento dei salari, mentre “l’incertezza continua a pesare sugli investimenti delle imprese”.

Bruxelles ha comunque già cominciato a correre ai ripari, ‘staccando’ per la prima volta i dati macroeconomici della Gran Bretagna dagli altri 27, e sottolineando che le previsioni per il 2019 relative all’economia britannica (la Brexit dovrebbe infatti scattare il 29 marzo 2019) sono basate “su un assunto puramente tecnico di status quo”. Questi dati, quindi, “non hanno nessuna conseguenza sui negoziati in corso nel contesto dell’Articolo 50”.

Sul fronte spagnolo, invece, afferma la Commissione, “le reazioni dei mercati ai recenti eventi in Catalogna sono rimaste contenute”, ma “esiste il rischio che futuri sviluppi potrebbero avere un impatto sulla crescita” della Spagna, “le cui dimensioni non possono essere anticipate a questo stadio”.

Il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici ha però rassicurato: finora “l’impatto macroeconomico è molto limitato per non dire insignificante”, precisando di non parlare di quello “politico o locale” ma di quello “della Spagna, dell’Europa e dell’euro”, invitando così a “non speculare”.

(di Lucia Sali/ANSA)