XVII Semana de la Lengua Italiana en el mundo: Gasparini y el lenguaje de la arquitectura”

Pubblicato il 10 novembre 2017 da redazione

Graziano Gasparini

 

CARACAS – La librería Lugar Común, con luces y banderines en alusión al estandarte italiano, le dio la bienvenida al conocido arquitecto ítalo-venezolano Graziano Gasparini para conversar sobre “el lenguaje de la arquitectura”. Esta conversación, moderada por el editor venezolano Garcilaso Pumar, se desarrolló como parte de la celebración de la XVII Semana de la Lengua Italiana en el mundo.

Graziano Gasparini nació en Venecia en el año 1924. Además de arquitecto, es pintor, fotógrafo e investigador. Parte de su enorme bagaje cultural se debe a sus estudios en la Academia de Bellas Artes de Venecia y en el Instituto Universitario de Arquitectura, en el que se graduó en 1948. Fue a finales de ese mismo año cuando decidió visitar por primera vez Venezuela.

Fundador del Instituto del Patrimonio Cultural (IPC), Gasparini estudió con profundo detalle la arquitectura colonial venezolana. En sus 9 años de recorrido por todo el país puso en práctica la crítica y la reflexión sobre la arquitectura.

“Lo que es y lo que realmente debe ser llamado así’’, mencionó Gasparini a un público atento que disfrutada de cada una de sus palabras.

Gasparini es autor de 63 valiosas obras. La primera de ellas trata sobre la arquitectura de templos, iglesias demolidas o en abandono. Su investigación comprende obras que datan del siglo XVI como lo es la Catedral de Nuestra Señora de Asunción, ubicada en la isla de Margarita. Su construcción inició en 1571. Fue reconstruida en 1609 debido a los daños sufridos a raíz de un ataque de los franceses a la ínsula.

A sus 93 años sigue demostrando una gran lucidez y un profundo amor e interés por Venezuela.

Los espectadores, quienes se dieron cita en el recinto, prestaban minuciosa atención y reían en ocasiones al escuchar alguna de las anécdotas y ocurrencias del emblemático arquitecto.

Durante sus primeros años en el país, Gasparini se dio cuenta del mal estado en el que se encontraban muchos templos. Por tal motivo decidió solicitar un encuentro con el ministro de Justicia para, con algunas fotografías en mano, persuadirlo de la necesidad de recuperar los monumentos abandonados. Eran otros tiempos y había otra sensibilidad hacia el patrimonio histórico de la nación.

Fue mucho el material recogido en sus andanzas por Venezuela, hasta que publicó sus primeros libros sobre la construcción de casas coloniales, haciendo énfasis en el urbanismo de las ciudades. En 1959 viajó por primera vez a Machu Picchu, Lima. Allí conoció la cultura Inca. El arquitecto aseguró que el impacto fue más fuerte de lo que había conocido de la cultura Maya o Azteca. Por tal motivo publicó el libro: Elogio de la piedra Inca.

Ante un público lleno de admiración, constituido más por adultos que por jóvenes, se bautizó el libro “Arquitectura y NO”. Este texto recoge algunas reflexiones de Gasparini que abordan aspectos inherentes a la genialidad, la observación y la evolución de la arquitectura en la contemporaneidad.

Con respecto al quehacer arquitectónico actual, Graziano expresó:

Hay que saber escuchar al monumento, pues ya está investido de lo que quiere comunicar (…) La arquitectura está cambiando, como también la fase plástica. Actualmente no hay cuadros, son composiciones estrafalarias. Son caprichos. No es arte”.

De esa manera, dejó en claro su visión crítica y su agudeza.

Gasparini mantiene intacto el deseo y, sobre todo, la ilusión de seguir aprendiendo. Sin embargo, no sin un dejo de amargura, el arquitecto, de corporeidad fuerte y espíritu juvenil, no pudo sino aseverar que “nadie es eterno’’.

En el presente se encuentra satisfecho por haber aportado al país sus conocimientos. Él fundó la cátedra de “Historia de la Arquitectura” y por consiguiente la crítica a la obra construida.

Gasparini con cada palabra logró transportar al público al escenario de sus vivencias y los pasos que lo llevaron a la construcción de su legado. Además, presentó una amplia perspectiva del ayer, el ahora y el porvenir, haciendo énfasis en la necesidad de recordar, sentir, escuchar y vivir.

Adrián Soares / Karen Valero

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