Sinistra avanti con Grasso. Pisapia deluso da Renzi

Il presidente del Senato Pietro Grasso
Il presidente del Senato Pietro Grasso.

 

 

ROMA. – “Dov’è l’apertura sulla leadership? Dov’è la svolta sull’agenda?”. E’ pressoché unanime a sinistra il giudizio sul discorso fatto da Matteo Renzi in direzione Pd: non c’è nessuna novità sostanziale che permetta di aprire un tavolo “vero” sulla coalizione.

Dunque, Mdp Si e Possibile vanno avanti tutta nella creazione di un nuovo soggetto che, con la leadership di Pietro Grasso e il contributo di personalità come Laura Boldrini, possa ambire a un profilo di “centrosinistra civico”, non una “ridotta di sinistra”.

E se Giuliano Pisapia tace, fonti di Campo progressista fanno trapelare la loro freddezza per la “mancata svolta” del segretario Pd. “L’apertura di Renzi alla coalizione era il minimo sindacale, ma registriamo con freddezza che non c’è nessun fatto politico nuovo sui contenuti, la condizione del Paese e la discontinuità che abbiamo sempre chiesto. Anche sullo ius soli, siamo alla solita dichiarazione di principio”, ragionano in serata da Campo progressista.

L’appello unitario di Pisapia, osservano, è caduto nel vuoto. E il leader Dem ha aperto ad Ap, rispondendo picche al vero paletto posto dall’ex sindaco alla composizione della coalizione: “Dentro non ci può stare né il vecchio né il nuovo centrodestra”.

Per ora Pisapia sceglie di tacere e resta aperto un estremo canale di dialogo, ma cresce dentro Cp lo scetticismo espresso domenica dagli applausi a Boldrini quando ha affermato che “non ci sono più le condizioni per un’alleanza col Pd”. “Un pezzo di Campo progressista è già con noi”, dicono i bersaniani.

Mdp, Si e Possibile vanno avanti verso l’appuntamento del 2 dicembre, quando terranno a battesimo la lista unitaria che ambisce a farsi il più larga possibile e avere dopo le elezioni voce in capitolo (magari anche in un dialogo con il M5s, dice qualche esponente).

La direzione Dem, osservano, è servita solo a compattare il Pd, “dove si sta già trattando tra le correnti – sibila un senatore – per i posti in lista”. E ancora: “Fassino mediatore? Dice tanto su quanto siamo distanti…”. Quanto allo stop del Brancaccio all’ingresso nella lista unitaria, il commento è: molti dei loro ci voteranno.

Renzi incontra al Nazareno Emma Bonino, il segretario di Radicali italiani Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, di Forza Europa. Con loro si apre un canale di dialogo, ma i Radicali sottolineano che è solo l’inizio di un percorso e l’esito non è scontato.

Intanto, a partire dalla raccolta delle pre-firme, si va avanti nella costruzione di una lista europeista che potrebbe correre alle elezioni da sola. La leader radicale, che non si candiderà ma che negli auspici del Pd potrebbe essere presente con il nome sulla scheda, ha chiesto una discontinuità sulle politiche migratorie e un impegno su temi come lo ius soli e il biotestamento, ma anche in questo caso il discorso di Renzi non ha soddisfatto.

(di Serenella Mattera/ANSA)