Bassetti porta Italici all’Onu, punta a Commonwealth globale

NEW YORK. – In un mondo sempre più portato a ragionare per sistemi di relazioni e non più per confini e nazionalità, chiamare a raccolta gli Italici e dare loro riferimenti comuni rappresenta una straordinaria opportunità per mettere il nostro Paese al centro di un nuovo dinamismo, allargando di molto le frontiere del suo sviluppo. E’ il punto di partenza dal quale muove Piero Bassetti, che all’Onu ha lanciato un appello per far sì che questa comunità globale prenda coscienza di se stessa.

Bassetti, primo presidente della Regione Lombardia e autore del libro ‘Svegliamoci italici!’, ne ha parlato nel corso di un evento inquadrato nel mese di presidenza italiana del Consiglio di Sicurezza Onu, in occasione del quale anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio augurale.

“Abbiamo bisogno di una più ampia e differenziata definizione dello spirito italiano non limitata dai confini nazionali, una identità culturale”, ha detto da parte sua l’ambasciatore Sebastiano Cardi, rappresentante permanente al Palazzo di Vetro.

Gli Italici sono 250 milioni nel mondo, distribuiti in cinque continenti: non sono solo gli italiani, ma coloro che hanno un legame culturale, familiare o economico, anche parziale o indiretto, con l’Italia. Il riferimento va anche alle seconde e terze generazioni di immigrati, o chi porta avanti un’attività che si ispira all’italianità.

L’obiettivo è dare vita ad un Commonwealth italico, che integrandosi nella piattaforma politica dell’Onu sappia confrontarsi con la sfida globale del nostro tempo. “Desidero suscitare una riflessione sulle possibilità politiche che implica il dialogo tra le civilizzazioni – ha sottolineato Bassetti – data la loro potenziale maggiore efficacia nella costruzione del rispetto reciproco tra culture e religioni di quanto non possano fare gli Stati-nazione”.