Ledezma in esilio, libero di comunicare al mondo la verità sul Venezuela

Pubblicato il 20 novembre 2017 da redazione

Il dirigente di Alianza al Bravo Pueblo fu accusato di cospirazione contro il presidente Maduro e detenuto dal 2015.

Il dirigente di Alianza al Bravo Pueblo fu accusato di cospirazione contro il presidente Maduro e detenuto dal 2015.

MADRID. – Durante una conferenza stampa, Antonio Ledezma, ha dichiarato che il suo esilio sigla una nuova tappa nella lotta contro il governo venezuelano. Ledezma, che è arrivato a Madrid sabato scorso, dopo una rocambolesca fuga da Caracas attraverso la Colombia, confida che l’esilio serva per continuare la lotta contro Nicolás Maduro e il suo governo.

Il dirigente di Alianza al Bravo Pueblo, accusato di cospirazione contro Maduro e detenuto dal 2015 non risparmia il presidente: “Preparati Maduro per ascoltare il rombo dei motori degli esiliati venezuelani; ci stiamo organizzando perché il mondo sappia la verità.” “Devi smettere di torturare il popolo venezuelano.”

Maduro ribatte e dichiara che gli spagnoli se lo tengano pure il Ledezma; “tanto, Ledezma, soltanto tu ed io sappiamo che è rimasto qualcosa in sospeso tra di noi”. Sembra una minaccia velata, da parte del presidente venezuelano che ha pure definito l’attempato politico “un vampiro.”

Ma Ledezma è ora al sicuro e libero di agire.

Appoggiato a casa e all’estero

Ledezma ha trovato solidarietà dal Venezuela e dall’estero. Molti politici d’opposizione venezuelana hanno approvato la decisione presa dall’ex sindaco, e all’estero Ledezma conta con l’appoggio del’expresidente colombiano Andrés Pastrana, la eurodiputata Beatriz Becerra e il lider del partito liberale spagnolo Albert Rivera.

E non solo, Ledezma ha già incontrato il capo del governo spagnolo Mariano Rajoy.

A tutti loro ha denunciato ancora una volta, la grave situazione che attraverso il Venezuela. “Hanno convertito il Venezuela in un paese di narcos. Un paese dove si sono commessi crimini di lesa umanità.

“I sequestrati non fuggono, sono liberati. Io ero sequestrato dalla narco dittatura di Nicolas Maduro. La mia liberazione è un contributo a 30 milioni di venezuelani che si sentono sequestrati e prigionieri.”

“Posso essere più utile al mio paese dall’esilio. E non mi sentirò completamente libero fino a quando tutti i prigionieri politici abbiano lasciato il carcere.” “È ora che la smettano di perseguitare i mezzi, si devono riaprire le emittenti radio chiuse, le fabbriche, le aziende.

Non è l’unico politico venezuelano fuori dal Venezuela

Antonio Ledezma non è l’unico politico di opposizione che ha scelto di fuggire, altri lo hanno fatto. Tra di loro c’è il sindaco Ramón Muchacho y David Smolansky, accusati di non contenere le proteste nei loro municipi. Muchacho e Smolansky hanno abbandonato il paese piuttosto che convertirsi in prigionieri politici.

Ma non soltanto l’opposizione è in esilio. Si ricordi a Luisa Ortega Diaz, l’ex procuratrice estromessa da Maduro per aver denunciato la decisone del Tsj contro l’Assemblea Nazionale.

Né come Puigdemont né tantomeno come Podemos

Durante la conferenza stampa, Ledezma ha chiarito la differenza tra il suo arrivo a Madrid e l’esilio di Puigdemont in Belgio.  L’ex capo del governo della Catalogna “vuole dividere la Spagna, io invece, voglio unire il Venezuela” ha detto il politico.

Infine non ha risparmiato il partito Podemos. Anche se non l’ha citato chiaramente, Ledezma ha fatto capire la sua intenzione. “Rajoy non mi ha pagato nulla. Come lo ha fatto invece, il governo di Chávez prima e ora quello di Maduro con “questi” che vogliono incarnare il Socialismo del secolo XXI qui.” E riferendosi a Podemos ha concluso:

“Dio liberi la Spagna da questo.”

Il partito spagnolo Podemos è conosciuto per seguire e difendere la politica del defunto Chávez. Da tempo si sta cercando di provare un presunto finanziamento da parte dei governi venezuelani. Ma finora nulla è stato accertato.

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