Tensione Italia-Spagna dopo la beffa Ema. Madrid nega

 

 


ROMA. – E’ tensione tra Italia e Spagna per quel voto mancato da parte di Madrid, cruciale per evitare il sorteggio beffa che ha sfilato a Milano la sede dell’Ema. A parlare di un premier “molto arrabbiato” per il voltafaccia spagnolo è stato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Mentre fonti vicine al dossier hanno confermato che a non andar giù all’Italia è stato l’improvviso cambiamento di direzione di Madrid, che aveva assicurato il suo voto a Milano.

Dalla Spagna è però arrivata, immediata, l’assicurazione che tra le due cancellerie “non c’è alcuna tensione”. E anche la Farnesina ha diplomaticamente frenato lasciando trapelare che “non c’è nessuna critica da parte dell’Italia nei confronti del governo spagnolo” e che, “le scelte di ciascun paese sono state tutte, ovviamente, legittime”.

Ma nei giorni precedenti la votazione e anche tra un turno e l’altro, in realtà, racconta chi ha seguito da vicino il dossier, il lavoro diplomatico è stato incessante. Con Madrid e anche con Berlino, che ha scelto poi il blocco nordico. Mentre con la Spagna il dialogo è andato avanti e avrebbe tra l’altro riguardato i voti da far convogliare inizialmente anche su Barcellona, per farla arrivare almeno alla seconda votazione, evitando al premier Mariano Rajoy nuove spaccature interne.

Accordo che, secondo quanto si apprende, sarebbe stato poi raggiunto, salvo l’improvviso voltafaccia della Spagna, forse legato anche allo scarso risultato ottenuto da Barcellona, o a una certa ‘diffidenza’ verso le simpatie catalaniste dei leghisti. Non a caso Dastis a Maroni, che sarcastico ha detto “sosterremo la Catalogna”, ha risposto: “Non sarebbe una cosa straordinaria. Già lo facevano prima”. Anche Madrid ha ammesso le trattative, sostenendo però che poi l’accordo “non è stato raggiunto”. Quindi, ognuno per la sua strada.

E siccome un altro effetto della sconfitta di Milano è stato lo sgretolarsi dell’incensatissimo spirito di sistema che ha caratterizzato la corsa vero l’Ema, Maroni ha subito chiesto conto delle parole di Dastis: “Visto che il voto della Spagna ci avrebbe fatto vincere l’Ema – ha scritto su Facebook – mi piacerebbe sapere quali sono state le richieste avanzate da Madrid all’Italia e perché il Governo italiano ha detto ‘no’ “. Ed ha poi criticato il fatto che a Bruxelles non ci fosse una presenza “più autorevole” del Governo, “il presidente del Consiglio oppure il ministro degli Esteri”.

Per il sindaco Giuseppe Sala “alla fine questa idea di Mediterraneo non c’è, non siamo riusciti a portare a casa l’appoggio di un blocco del Mediterraneo, questa è la verità”. L’ex premier Silvio Berlusconi ha parlato invece di perdita di prestigio dell’Italia. “Con il mio governo – ha detto – abbiamo avuto il presidente della Bce e siamo riusciti a portare a Parma l’agenzia della sicurezza alimentare e a Milano l’Expo, vincendo la concorrenza di una marea di pretendenti. Oggi purtroppo il nostro Paese non ha lo stesso peso che aveva con noi in Ue e nel mondo”.

(di Paola Tamborlini/ANSA)