Ecco nuova Repubblica, un giornale “che sa scegliere”

Il direttore Mario Calabresi durante la presentazione della nuova "La Repubblica". ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Il direttore Mario Calabresi durante la presentazione della nuova “La Repubblica”.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

 

 


ROMA. – Un giornale “che sa scegliere” e che “in un paese in cui sembra prevalere il populismo” sa approfondire e analizzare i temi. A 41 anni dalla sua fondazione, la Repubblica si rinnova nei contenuti e nella veste grafica e, come sottolineato dal direttore Mario Calabresi alla presentazione alla Nuvola di Fuksas a Roma, punta a catturare l’attenzione di nuovi lettori che lasciano la carta perché “pensano che l’informazione sia ovunque e sia gratuita”.

“E’ in qualche modo un ritorno alle origini in una chiave rinnovata”, ha detto il fondatore Eugenio Scalfari, convinto che la carta non sia destinata a morire. “E’ un passaggio importante – ha aggiunto il presidente del Gruppo Gedi, Marco De Benedetti -. Il quotidiano ha una nuova veste grafica e un pensiero alle spalle, sempre indipendente, che è in linea con il nuovo mondo”.

“C’è bisogno di cambiare di nuovo perché quella in atto è una battaglia per l’attenzione dei lettori, contesi tra le mille attività che riempiono il tempo libero – ha spiegato Calabresi -. Tutti hanno il telefono in mano, lì dentro ci sono le nostre vite e grandi quantità di informazioni. Questo è il mondo in cui viviamo e noi non ci chiudiamo a riccio. Per questo ci siamo preoccupati di ripensare la carta, dove deve esserci il necessario: cioè spiegare perché qualcosa è successo, come è successo. E’ il giornalismo di approfondimento, che non può essere gratuito”.

Nuovo carattere, che si chiama Eugenio in onore del fondatore, e nuova impaginazione. In prima pagina, nella colonna di destra, ci sono quattro idee forti, “perché – ha detto il direttore – vogliamo rivendicare il fatto che, in un momento in cui nel Paese prevalgono toni populistici, mostriamo una realtà a colori”.

Il primo piano si riduce a due coppie di pagine, 2-3 e 6-7, “perché riteniamo importante che un giornale faccia le sue scelte”. La pagina 4 è dedicata ai temi identitari di Repubblica, le sue campagne. Poi, da pagina 8, ci sono le diverse sezioni, che si aprono con una colonna. Una sola foto per pagina, perché “pensiamo che i giornali con tante faccine abbiano stancato”.

Tra le novità, negli esteri, un paginone chiamato ‘fusi orari’, composto di notizie dal mondo sfiziose e tutte firmate. La cronaca apre con una storia rappresentativa del Paese, mentre l’articolo di Michele Serra, finora collocato sopra la testata, torna nella pagina delle lettere con Corrado Augias e Concita De Gregorio.

Novità anche sul web con il sito Rep.info, in abbonamento, che grazie alla tecnologia Pwa si comporta come una app. Conterrà una ventina di storie al giorno, che si potranno anche ascoltare e l’home sarà personalizzata.

Alla presentazione, che vedeva come ospite la giornalista turca Asli Erdogan che è intervenuta sul tema della libertà di stampa, anche il condirettore Tommaso Cerno. “Sono molto emozionato perché il giornale è una cosa viva – ha sottolineato -. Stiamo continuando un viaggio, iniziato 40 anni fa, in un mondo che non capiamo più e ci sembra caotico. Quando crediamo di sapere tutto improvvisamente non sappiamo più nulla. Repubblica vuole cercare di sottrarre a tutto questo rumore l’essenzialità, in linea con i nostri valori di riferimento che non sono politici, ma antropologici, come la libertà e la ricerca della verità”.

(di Michele Cassano/ANSA)