Alitalia migliora i conti, pressing del Governo su Lufthansa

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ROMA. – C’è ancora molto da fare, ma l’Alitalia che si prepara all’appuntamento con il futuro acquirente registra miglioramenti. L’Ebitda nel secondo semestre sarà positivo, non si ha memoria di così tanti soldi in cassa e migliora il clima con i dipendenti che si era nettamente deteriorato. E mentre i commissari in questa fase di ‘procedura negoziata’ hanno esteso il confronto a tutti gli interessati fattisi avanti finora, il Governo torna in pressing su quella che sembra l’offerta in cui tutti sperano, quella di Lufthansa.

“L’offerta, com’è oggi, va migliorata, l’impegno è a migliorarla”, ha detto Calenda in un’intervista a Radio Capital, indicando anche la direzione: fare in modo che gli italiani “abbiano collegamenti più efficienti possibile e non si mettano soldi pubblici”.

Paletti che si aggiungono all’avvertimento lanciato qualche giorno fa dal titolare dei trasporti Graziano Delrio, che con i tedeschi vuole “patti chiari” perché non si può fare come non contasse niente non avere una compagnia nazionale. E alla luce dei risultati positivi dell’azienda, torna a ripetere che non c’è tutta questa fretta nel processo di vendita.

I commissari, che non si sbilanciano in commenti sulla procedura di vendita, assicurano di muoversi “esclusivamente nell’interesse della compagnia”: “non facciamo marketing politico, faremo la cosa giusta”, ha detto Luigi Gubitosi in audizione alla Camera insieme a Stefano Paleari (Laghi era a Bruxelles per l’Ilva). “Abbiamo il mandato per una soluzione sostenibile”, ha aggiunto, assicurando anche l’impegno a “proteggere ogni posto di lavoro” (oggi i dipendenti totali sono circa 9 mila, il 16% in meno).

Gubitosi ha anche smentito differenze di vedute con i colleghi (“non abbiamo idee identiche ma spesso simili”), assicurando il comune obiettivo di “trovare una soluzione di lungo periodo che non riproponga i problemi” che hanno caratterizzato Alitalia in questi anni.

Intanto, a quasi sette mesi dal loro arrivo, i commissari, pur continuando a ripetere che c’è ancora molto da fare, archiviano i primi risultati: tra giugno e ottobre il risultato netto è stato negativo per 31,3 milioni (20,9 milioni escludendo gli interessi sul prestito governativo), l’Ebitda positivo per 73,9 milioni, i ricavi pari a 1,432 miliardi. Con questi numeri, l’Ebitda del secondo semestre, finora stimato in pareggio, sarà positivo.

Inoltre, in cassa è disponibile quasi tutto il finanziamento pubblico: ad ieri ci sono 849 milioni. Mentre per il 2018 si stima un +9% per la produttività in termini di ore volate. I commissari registrano anche un miglioramento del clima aziendale (era “parecchio deteriorato”) e un’ottima collaborazione con i sindacati. A questo ha contribuito anche l’aver cambiato il volto della catena di comando: la prima linea è stata quasi dimezzata e i dirigenti sono passati da 64 a 46 con un risparmio di circa 8,5 milioni l’anno.

(di Enrica Piovan/ANSA)