Oliveros: “L’iperinflazione raderà il paese al suolo”

Asdrúbal Oliveros considera que las cifras del FMI son conservadoras ante la situación actual
Asdrúbal Oliveros considera que las cifras del FMI son conservadoras ante la situación actual
Asdrubal Oliveros

 

Caracas. – L’economista Asdrubal Oliveros, direttore di Ecoanalitica, ha avvertito che l’iperinflazione sta iniziando ed è un processo distruttivo che rade tutto al suolo.

Oliveros ha twittato:

“L’iperinflazione comincia appena ed è un processo distruttivo che rade tutto al suolo. Nessuno ne uscirà illeso. Sarà sempre più marcata e la situazione di molti peggiorerà. Affermare il contrario sarebbe mentire. Ma è anche la tappa finale per spezzare questo modello economico.”

Già in iperinflazione da molto tempo

Oliveros afferma che il paese sta iniziando a transitare l’iperinflazione. Per altri specialisti, è già su questa strada da qualche mese o forse da anni.

L’economista Karelys Abarca, ricercatrice dell’Osservatorio sulla Spesa Pubblica (Ogp) e del Centro per La Divulgazione della Conoscenza Economica per la Libertà (Cedice Libertá), crede che il carattere iperinflazionistico dell’andamento dei prezzi è innegabile.

In effetti, il primo criterio che Abarca prende in considerazione è che il tasso mensile inflazionistico abbia superato il 50% o ci sia stata una inflazione annua più in là del 1300%. Purtroppo, i calcoli indicano cha dal mese di ottobre si è compiuto il primo criterio, perciò l’economia venezuelana potrebbe considerarsi in iperirnflazione.

Altre forme di calcolo, come quelle adottate dal Consiglio di Norme Internazionali di Contabilità (Cnic) sono molto più severe. Secondo queste, il Venezuela avrebbe iniziato la scalata inflazionistica già nel 2015. Difatti, Il Cnic considera un paese in iperinflazione quando quella annua supera il 100% durante tre anni consecutivi. E il paese l’ha già fatto, secondo la Abarca.

Le previsioni più nere sembra si stiano avverando. E chi si intende di economia sospetta che le condizioni economiche peggioreranno a conseguenza di decisione errate adottate dall’esecutivo che ritiene colpevole la “guerra economica” ed impone inutili controlli.