Europa League: il Milan dilaga sotto occhi Kakà, sedicesimi al sicuro

Patrick Cutrone dopo il gol. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Patrick Cutrone dopo il gol. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

 


MILANO. – Il Milan mette al sicuro un posto ai sedicesimi di Europa League in rimonta, facendo il pieno di gol (5-1) e rimediando al pasticcio iniziale che rischiava di rendere imbarazzante la serata, sotto gli occhi di Kakà, ospite speciale corteggiato per un ruolo nella nuova società.

Complice il 2-2 fra Aek Atene e Rijeka, i rossoneri chiudono primi il girone D, l’ultimo turno (7 dicembre a Fiume) sarà una formalità e Vincenzo Montella può concentrarsi sulla rincorsa in campionato: da qui a gennaio è vietato sbagliare, e per questo sarebbe utile sbloccare chi come André Silva continua a brillare solo in coppa, e correggere i difetti comunque mostrati contro un avversario piuttosto modesto.

Da mani nei capelli è il gol del vantaggio di Monschein, che al 21′ approfitta di una doppia topica di Bonucci (uscito a 10′ dalla fine per un fastidio muscolare) e Donnarumma. Per fortuna di Montella, l’Austria Vienna è meno solido dell’Aek Atene, che tre settimane fa ha strappato lo 0-0 a San Siro. Soprattutto in difesa. Così a turno si trovano liberi di segnare senza troppi affanni Rodriguez (27′), André Silva (al 36′) e Cutrone, che al 42′ sfrutta uno dei numerosi cross di Borini.

Nella ripresa completano le doppiette personali André Silva, all’ottavo gol in questa Europa League, in attesa di rompere il digiuno in Serie A, e Cutrone, che conferma il proprio stato di grazia.

Archiviata la prima promozione, il Milan attende notizie sull’altro esame europeo, il voluntary agreement, ben più complicato da superare visto che il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, intervistato da Repubblica si è detto “preoccupato”. Un ennesimo colpo dopo i dubbi sulla proprietà cinese, sollevati dalla stampa anche internazionale.

“Se ne scrivono di tutti i colori. Come ha twittato il presidente Berlusconi, abbiamo una proprietà che fino ad adesso ha rispettato tutte le scadenze”, taglia corto il ds milanista Mirabelli, esplicitando l’invito a Kakà: “E’ rimasto nel cuore dei tifosi rossoneri, gente come lui avrà sempre una porta aperta nel Milan”.

“Devo ancora decidere cosa fare da grande” ha spiegato dopo l’incontro con Fassone in mattinata il brasiliano, 35 anni, gli ultimi tre spesi a Orlando, dove potrebbe aver chiuso la carriera da calciatore, o forse no: “So di avere un’opportunità di stare vicino al Milan, è molto bello ma prima devo decidere se giocare o no, e se non gioco devo decidere cosa fare”. Intanto si è goduto di nuovo l’abbraccio di San Siro. Anche senza l’atmosfera della Champions dei suoi tempi, si è emozionato per gli applausi e i cori dei neanche 18mila spettatori.