Smog: Commissione Europea preoccupata per la situazione in Italia

Lo smog in Europa fa mezzo milione di morti all'anno
Lo smog a Milano.

 

 


BRUXELLES. – La qualità dell’aria in Italia non migliora, e Bruxelles, che ha già aperto una procedura d’infrazione e insiste nel chiedere interventi strutturali, è “preoccupata”. Persino il rapporto annuale sull’energia della Commissione Ue appena pubblicato denuncia l’eccesso di polveri sottili e particolato nelle città italiane, anche se registra un miglioramento sul fronte della CO2.

Le auto nuove italiane, infatti, inquinano meno della media europea, e nel complesso si prevede un taglio delle emissioni serra che supererà dell’8% il target Ue per il 2020. La qualità dell’aria nei principali centri italiani, con per esempio Milano e Torino che hanno dovuto adottare il blocco delle auto, “è questione di grande preoccupazione per la Commissione”, ha sottolineato un portavoce dell’esecutivo, ricordando che l’Italia insieme ad altri 15 Paesi è sotto procedura d’infrazione per ripetuto e prolungato superamento dei limiti di Pm10.

“La qualità dell’aria in Italia continua a essere una fonte di preoccupazione”, si legge anche nel nuovo rapporto Ue che traccia il profilo energetico-climatico dell’Italia. Questo ricorda che nel 2013 l’Agenzia per l’ambiente europea ha stimato circa 66.630 morti premature in Italia attribuibili al particolato, e 21.040 al biossido di azoto dei diesel. Le concentrazioni di queste sostanze hanno infatti ripetutamente superato i limiti consentiti. Nel 2015 i valori per le Pm10 sono stati superiori in 36 zone su 42 in Italia, quelle per le Pm2,5 in 18 e quelle per le NO2 in 21.

“In aprile abbiamo inviato una richiesta di parere motivato perché l’Italia non aveva posto rimedio a questa situazione”, ha ricordato il portavoce della Commissione Ue. Ora, se continuerà così, il prossimo passaggio sarà la Corte di giustizia europea. Se, infatti, “alcune iniziative sono state prese specialmente nel Nord del Paese”, ha riconosciuto il portavoce, si tratta però di “misure ex post”, mentre quello che a Bruxelles interessa sono “interventi strutturali che affrontino il problema all’origine”.

I contatti con l’Italia “sono in corso” ma, avverte Bruxelles, “è presto per dire come evolverà l’infrazione”. Più rosea la situazione per quanto riguarda la CO2. Nel 2016, si legge nel rapporto, “la media delle emissioni delle nuove auto in Italia sono inferiori alla media Ue” e queste sono anche “costantemente diminuite tra il 2005 e il 2016”.

L’Italia è poi, in base alle ultime proiezioni nazionali del 2017, “sulla strada giusta per raggiungere il suo target per il 2020 di riduzione delle emissioni serra, con un margine di 8 punti percentuali”, con un taglio del 21% entro il 2020 rispetto al 2005.

(di Lucia Sali/ANSA)