Desiderare

 

Se vediamo una stella cadente – si sa – esprimiamo un desiderio. Chi sa perché?

E’ la fascinazione che le stelle esercitano sulla nostra vita. E’ un fatto primordiale.

La contemplazione del cielo stellato, la convinzione di ricevere ognuno l’influsso di una stella, la stessa credenza che il nostro destino sia determinato dalla congiunzione degli atri (con tutta la conseguente produzione di oroscopi), ci mettono in un atteggiamento di acquiescenza di fronte a questo potere misterioso. Quasi a voler sottolineare la nostra dipendenza dal cielo, o meglio, il riconoscimento della nostra limitatezza, e, nello stesso tempo, della nostra forza e della potenza delle nostre aspirazioni. Probabilmente questo atto, esistenziale e filosofico insieme, è l’intuizione più immediata della dignità di esseri pensanti; quella che ci appartiene.

“Sidera” in latino sono gli astri, le stelle. In italiano esiste l’aggettivo “siderale”.

Chi ci crea qualche problema interpretativo è il prefisso avverbiale “de”. La preposizione corrispondente vale come caratteristica che indica una separazione, oppure una provenienza dall’alto. “Privo di …”. Oppure: “Discendente da …”.

Presso i Romani, e in genere presso tutti i popoli antichi, gli àuguri, tra gli altri sistemi di segni (come viscere di animali, voli d’uccelli, ecc.) da cui trarre gli auspici, avevano anche le stelle. E quando il cielo era coperto, la privazione delle stelle era un ostacolo al riconoscimento di quelle certezze che essi cercavano; per cui la condizione di insoddisfazione per questa mancanza era un “desiderare” cioè essere privi delle stelle; e, di conseguenza, anche di quelle realtà di cui ognuno immaginava che le stelle fossero portatrici. (In questa prima ipotesi il “de” ha un valore privativo).

Nel suo secondo significato di “discendente da …” l’interpretazione più che essere opposta appare complementare alla prima ipotesi. Cioè “desiderare” significherebbe aspettasi dalle stelle quelle cose di cui per il momento siamo privi.

Ora ci rendiamo conto di che cosa veramente significhi essere nati sotto una buona stella?

Contrariamente agli “assiderati” che muoiono dal freddo per essere stati tutta la notte “sotto le stelle” (latino: “ad sidera”), o esposti alle inclemenze della stagione fredda.

Luigi Casale