M5s: nasce il Comitato elettorale, con tre fedelissimi di Di Maio

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio interviene durante la proclamazione del candidato presidente del Movimento 5 Stelle per la Regione Lombardia. ANSA/FLAVIO LO SCALZO
Luigi Di Maio interviene durante la proclamazione del candidato presidente del Movimento 5 Stelle per la Regione Lombardia. ANSA/FLAVIO LO SCALZO

 

 


ROMA. – Via il direttorio, via il fondatore, via i “contratti” fatti firmare al candidato: il M5s con Luigi Di Maio come capo politico avvia una nuova fase dalla sua irruzione sulla scena politica del Paese. Il 18 novembre scorso, il giorno dopo il vertice dei “big” del Movimento alla Casaleggio Associati, è nato il “Comitato elettorale per le elezioni politiche”, un’associazione creata ad hoc per la campagna elettorale e composto da persone “di fiducia” del candidato premier Luigi Di Maio: il “guru” della Comunicazione, Pietro Dettori, il braccio destro e responsabile delle relazioni istituzionali del vicepresidente della Camera, Vincenzo Spadafora e Dario De Falco, consigliere comunale a Pomigliano d’Arco, la città di Di Maio.

Sarà la “cassaforte” del Movimento in campagna elettorale ma non solo: il Comitato curerà la campagna di Di Maio e dei candidati alle prossime elezioni politiche “supportandone il programma, sviluppando la più ampia rete possibile di consensi” e gestendo i fondi che arriveranno dalle donazioni. Dalla sua costituzione ha già raccolto quasi 64 mila euro, 40 mila dei quali nei primi due giorni di partenza della campagna elettorale.

L’organismo è aperto all’inserimento di altre persone ma al momento non figura né Beppe Grillo, né Davide Casaleggio. Ma neppure Di Maio e nessun “eletto” dal Movimento. Ma la nascita del Comitato, probabilmente costruito per rispondere alle esigenze richieste dalla legge del 2014 sul ‘nuovo’ finanziamento ai partiti, ha già creato un putiferio nelle retrovie del Movimento.

Non sarà “nulla di più” di un comitato elettorale si apprestano a chiarire dallo staff 5 Stelle. Anche se qualche preoccupazione, anche leggendo l’atto costitutivo del nuovo organismo, per gli iscritti al M5s è lecita. Nel documento, ad esempio, si legge che “nel caso in cui il Comitato abbia usufruito dei contributi per le spese elettorali o abbia partecipato alla ripartizione delle risorse di cui all’articolo 1 della legge 2 Gennaio 1997 (Destinazione del quattro per mille dell’IRPEF) deve redigere il rendiconto di esercizio…”. Lo stesso atto, tuttavia, precisa nero su bianco che “il Comitato si ispira ai valori forti del M5s”.

Il nuovo clamore sul Comitato, intanto, arriva nel pieno dell’offensiva elettorale del candidato premier che ha già ottenuto un primo riscontro dall’Osce all’appello per la presenza di osservatori alle prossime elezioni. Ma non basta perché Di Maio rilancia: in una lettera all’Osce chiede di monitorare non solo le operazioni di voto alle prossime elezioni politiche ma anche la campagna elettorale con un “focus sulla situazione dei media e del tempo da loro dedicato ai vari gruppi politici”.

Nel mirino dei 5 Stelle c’è Mediaset: “il M5s ottiene molto meno spazio di parola rispetto a gruppi parlamentari meno suffragati. Il divario diventa ancora più ampio quando si analizzano i dati relativi alle emittenti Mediaset”. E considerato “che il maggior azionista è uno degli attori della imminente campagna elettorale, direi che il rischio di disparità sia tutt’altro che remoto”.

(Di Francesca Chiri/ANSA)