Dalla Fed a Maduro, le due facce del Bitcoin

(Photo credit: GettyImages)
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NEW YORK. – Il Bitcoin tenta la Fed, ma anche il presidente venezuelano Nicolas Maduro. La banca centrale americana pensa a un Fedcoin, una valuta digitale tutta sua con controlli e supervisione. Maduro invece valuta un Bitcoin bolivariano, il ‘petro’.

Due tendenze che mettono in evidenza le due facce del fenomeno criptovalute: da un lato l’interesse delle banche centrali e l’esigenza, ribadita anche dal presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, di imporre regole così da evitare che le criptovalute vengano usate per scopi illeciti, come il riciclaggio. Dall’altra Maduro e il suo Venezuela sempre più isolato dalle sanzioni americane che intravede nel Bitcoin una via di uscita.

La valuta digitale è già diffusa in Venezuela, dove i più ricchi la usano per acquistare beni americani aggirando le sanzioni ma anche per spostare denaro fuori dal paese, evitando così di vedere la loro fortuna andare all’aria con la crisi economica. Il “petro”, così come Maduro intende chiamare il Bitcoin bolivariano, “ci consentirà di andare avanti con la nostra sovranità monetaria nazionale e sconfiggere il blocco finanziario” imposto dagli Stati Uniti, dice il presidente del Venezuela, spiegando senza entrare nei dettagli che il “petro” si appoggerà sulle riserve naturali di petrolio, gas oro e diamanti del Paese.

La febbre da Bitcoin contagia anche la Fed: anche se ”è molto prematuro parlare di un’offerta di valute digitali da parte della Fed, è qualcosa a cui stiamo pensando” afferma il presidente della Fed di New York, William Dudley, mostrando come la curiosità con cui la banca centrale ha guardato alle valute elettroniche finora si sta trasformando in qualcosa di diverso e potrebbe tradursi in un Fedcoin.

L’apertura della Fed arriva a pochi giorni al lancio negli Stati Uniti del primo future legato al Bitcoin: bruciando sul tempo il colosso dei derivati CME, il Cboe Global Markets annuncia che il 10 dicembre esordirà il suo primo future sulle criptovaluta. Sarà introdotto alle 17.00 del pomeriggio ora locale, con la prima giornata completa di scambi l’11 dicembre. A guardare con interesse, e preoccupazione, al Bitcoin è anche il Tesoro inglese, che annuncia una stretta con norme più stringenti per stroncare l’uso della moneta virtuale da parte di organizzazioni criminali o evasori fiscali.