Maduro verso Il bitcoin per aiutare l’economia del paese

Il presidente ha annunciato che il governo sta progettando la creazione di cripto valuta, battezzata con il nome di “Petro”.
Il presidente ha annunciato che il governo sta progettando la creazione di cripto valuta, battezzata con il nome di “Petro”.

CARACAS. –  Il nuovo annuncio del presidente Nicolas Maduro lascia perplesso il paese. Il presidente ha annunciato che il governo sta progettando la creazione di cripto valuta, battezzata con il nome di “Petro”. La valuta virtuale, il cui controvalore dovrebbe essere garantito dalle riserve di petrolio, gas e diamanti, è stata concepita come una misura per far fronte alla crisi economica.

Maduro ha spiegato che il bitcoin venezuelano sarà utilizzato per gestire transazioni finanziarie e creare nuove fonti di finanziamento. E stando alle parole di Maduro, non sarà soltanto in mani agli enti governativi ma potrà essere utilizzato anche dai comuni cittadini.

Che cos’è il bitcoin

Il bitcoin è una moneta elettronica creata nel 2009 che, a differenza della maggior parte delle valute tradizionali, non fa uso di un ente centrale né di meccanismi finanziari sofisticati. Il suo valore è determinato dalla domanda e l’offerta, e oggigiorno si aggira intorno ai 11.381 dollari. Utilizza la rete Bitcoin e sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali delle transazioni.

Ma attenzione: il valore dei bitcoin non è fisso e può crollare o impennarsi da un momento all’altro. Le persone che lo utilizzano creano un portafoglio digitale e fanno circolare le monete facendo acquisti online o nei negozi veri e propri che accettano il circuito.

In Venezuela, la moneta elettronica è stata utilizzata da alcuni ragazzi impegnati nell’avventura di eseguire transazioni con piccole somme di bitcoin per acquistare cibo e medicine in Colombia e negli Usa. Ma per molti, l’avventura è finita in mano alla Guardia Nacional che ha sequestrato i computer e chiuso la produzione di bitcoin con le minacce.

Ora, però, le cose cambiano e la generazione di questa moneta virtuale è in mano al governo. Tuttavia, le prime opinioni nel paese esprimono forti dubbi sulla sua tenuta.

I dubbi di Econometrica

Uno degli economisti che mostra perplessità riguardo l’uso del bitcoin è Henkel Garcia, direttore di Econometrica.

“Sarà molto interessante capire l’algoritmo che utilizzeranno per la creazione del bitcoin. Se è lo stesso con cui La Banca Centrale del Venezuela calcola il Bolivar, allora avremo moltissimi “Petros” in circolazione,” ha twittato Garcia.

Tuttavia il suo analisi va oltre la battuta ed introduce un dubbio.

“I bitcoin compiono una funzione equivalente al soldo, cioè possono essere contabilizzati, utilizzati per interscambi e valorizzati, ma tutto questo dipende dalla fiducia che si ha in un governo e nel suo sistema economico. Purtroppo il Venezuela non ha né l’una né l’altro. E il cripto valuta non scappa da questi parametri” ha aggiunto l’economista.

Guerra: la moneta elettronica non è prevista dalla nostra Costituzione

Della stessa opinione di Garcia è José Guerra. Però il deputato ed economista aggiunge qualcosa in più. Guerra chiarisce che la creazione della valuta virtuale deve essere approvata dalla Assemblea Nazionale. Secondo Guerra, oltre al problema della scarsa fiducia c’è anche quello “legale”. L’uso del “Petro” non trova spazio nella Costituzione venezuelana.

Malgrado il punto di vista di Guerra, controllare la rete Bitcoin è già, di fatto, un problema. Figuriamoci in Venezuela e nelle mane del governo. La mancanza di un ente centrale rende impossibile a qualunque autorità, governativa o meno, controllarne la gestione a meno che sia, appunto, riconosciuta legalmente.

Comunque, Guerra mostra dubbi anche su come il governo avallerà il valore della moneta. “Non considero fattibile adottare questo tipo di “cripto moneta petrolifera” perché deve essere fondata sulle riserve di petrolio. Riserve che dovrebbero essere valutate per capire se vale la pena realizzarla.”

La Commissione per la creazione del bitcoin

Maduro ha messo il progetto in mano del ministro per l’Educazione Universitaria, Scienza e Tecnologia, Hugbel Roa e quello del Petrolio, Manuel Quevedo. Questi due sarebbero gli incaricati di gestire la creazione del “Petro”.

Tuttavia, qualche settimana fa era trapelato in alcuni ambienti universitari che si stava iniziando a lavorare in progetti legati alla creazione di database e sistemi per generare la moneta virtuale; progetti sotto direzione di tecnici filogovernativi.

Ora rimane capire se questo ”Petro” nascerà e crescerà. Ma, sopratuttosperare che la nuova trovata del governo aiuti veramente l’economia che sta affogando. Non si sa mai che finisca come la follia dei tulipani olandesi.