Tsj in esilio annulla decisioni di Maduro

I magistrati del Tsj nominati dall’An e disconosciuti dal governo hanno annullato la decisione del presidente Maduro di ritirare il Venezuela come membro dell’Osa
I magistrati del Tsj nominati dall’An e disconosciuti dal governo hanno annullato la decisione del presidente Maduro di ritirare il Venezuela come membro dell’Osa
I magistrati del Tsj nominati dall’An e disconosciuti dal governo hanno annullato la decisione del presidente Maduro   di ritirare il Venezuela come membro dell’Osa
I magistrati del Tsj nominati dall’An e disconosciuti dal governo hanno annullato la decisione del presidente Maduro di ritirare il Venezuela come membro dell’Osa

CARACAS. – I magistrati del Tsj nominati dall’An e disconosciuti dal governo venezuelano lavorano dall’esilio per ristabilire l’ordine costituzionale. In questa occasione, hanno annullato la decisione del presidente Maduro   di ritirare il Venezuela come membro dell’Osa e della Corte Interamericana per i Diritti Umani.

Sono 33 i magistrati che compongono il Tsj fuori dai limiti del paese. Di questi 33, 30 sono in esilio e dallo scorso ottobre, celebrano sessioni di lavoro nella sede dell’Osa a Washington.

Dalla città di Miami, la magistrata Cioly Zambrano ha annunciato l’annullamento delle decisioni del governo, chiarendo che sono stati atti violatori della Costituzione e dei diritti garantiti da essa.

Zambrano ha detto che l’argomento del governo di Maduro per uscire dai due organismi è incostituzionale e violale norme contemplate in trattati multilaterali.

Si ricordi che il governo venezuelano aveva deciso lo scorso aprile che il Venezuela lasciasse l’Osa. Una decisone che si farà effettiva nel 2019 ma che ha fatto scalpore. Il Venezuela è il primo paese a lasciare l’organismo internazionale perché percepisce l’Osa come una nemica ostile invece di un’alleata.

All’epoca, Carmen Velázquez è stata l’incaricata di consegnare a Luis Almagro la lettera nella quale il governo venezuelano denunciava la Carta dell’Osa, documento fondatore del 1948.

 Ma i magistrati lavorano dall’esilio

Malgrado l’isolamento crescente del paese, gli sforzi continuano perché il Venezuela non venga dimenticato dalla regione. E dall’ estero, il Tribunale Supremo di Giustizia, denominato “legittimo”, ha annunciato con la sentenza che il presidente Maduro non godrebbe di autorità costituzionale per annullare impegni internazionali. Questa è una prerogativa esclusiva del Parlamento.  Quindi, è l’Assemblea Nazionale la sede naturale che si occupa di decisioni che riguardano il ruolo dello Stato.

Intanto, i magistrati esiliati, eletti dal parlamento venezuelano seguendo le norme stabilite dalla Costituzione, stanno cecando di garantire con le loro azioni il rispetto per i diritti umani dei venezuelani. Soprattutto riguardo il ruolo che avrebbe la Corte Interamericana per i Diritti Umani, organo del quale il Venezuela non è più membro. La Corte, sarebbe l’organismo giusto perché i venezuelani denuncino le violazioni ai diritti umani.