Ramirez dimissionario, contrasti col presidente Maduro?

Hace menos de una semana, la agencia de noticias Reuters había anunciado una supuesta destitución de Ramírez. Sin embargo, fue el propio diplomático quien desmintió esa información y aseguró que continuaba en funciones.

CARACAS.- Rafael Ramirez si è dimesso. Non sarà più l’Ambasciatore del Venezuela all’Onu. E’ questa, per gli analisti, una soluzione che permette di salvare le apparenze. E la notizia, attesa, non ha colto di sorpresa. Nei giorni scorsi l’agenzia di notizie Reuters aveva informato che Ramirez era stato licenziato. Insomma, che dopo le critiche mosse al Governo, era stato rimosso dall’incarico a New York. Ma la notizia era stata immediatamente smentita dallo stesso Ramírez comunicandosi con la Cnn in Spagnolo, il colosso americano dell’informazione tanto criticato dal “chavismo”.

Per qualche giorno le voci insistenti di una “purga” in seno al “chavismo” erano state messe a tacere. Anche le speculazioni che davano per certi i contrasti tra il presidente Maduro e l’ex ministro, parevano essere prive di fondamento. Poi prima la notizia data dall’agenzia Reuters e dopo l’annuncio ufficiale dello stesso Ramírez, attraverso il suo account in Twitter. Su richiesta del presidente della Repubblica, Nicolàs Maduro, ha spiegato l’ex ministro e presidente di Pdvsa, le dimissioni da Ambasciatore del Venezuela all’Onu, incarico che sarà assunto da Samuel Moncada, ex ministro degli Esteri.

Nella lettera inviata al responsabile della diplomazia venezuelana, Jorge Arreaza, Rafael Ramírez ha scritto:

“E’ stata una scelta sofferta. Significa cessare nelle vesti di funzionario dello Stato, in un momento particolarmente difficile per la vita del Paese. Ma, visto la decisione del capo dello Stato, non ho avuto alternative”.

Ramírez ha anche anticipato che, dopo le sue dimissioni, non mancheranno attacchi, insulti e considerazioni per aver espresso le proprie idee. Insomma, per aver fatto pubbliche le proprie posizioni e aver suonato il campanello d’allarme, in difesa della rivoluzione.

Imnmediatamente dopo la notizia delle sue dimissioni, alcuni analisti hanno rilevato nuovamente che in seno al partito di governo infuria una “purga”. E sottolineato i contrasti tra l’ex presidente della Holding petrolifera e il capo dello Stato.

Gli analisti sono divisi tra chi sostiene che dalla guerra tra correnti inevitabilmente emergerá una nuova leadership. e chi invece è convinto che, alla fine, la attuale dirigenza ne usciràrafforzata. Ad rendere più profonda la crisi interna al “Partido Socialista Unido de Venezuela” è senz’altro la crisi economica alla quale il governo non pare essere capace di  offrire una soluzione.