Allarme criminalità in Venezuela: +38,8%

Pubblicato il 06 dicembre 2017 da redazione

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Allarme criminalità in Venezuela

 

CARACAS. – L’inflazione non è l’unico problema che affronta il Venezuela. Purtroppo, il paese detiene anche il triste primato di una criminalità dilagante. Paz Activa, una Ong che ricerca soluzioni pacifiche ai conflitti e alla convivenza sociale,  ha pubblicato dati allarmanti.

Sul rapporto di Paz Activa si legge che nei tre mesi che vanno da luglio a settembre sono aumentati i delitti di estorsione (20,3%) e gli omicidi su commissione (18,5%), mentre il sequestro è sceso (13,5%) paragonato con lo stesso periodo nel 2016.

Le zone con la criminalità più diffusa sono lo Zulia, che detiene la maggior parte dei crimini, 92 casi, e Miranda, 38 casi. Invece Amazonas e Yaracuy sono gli stati con minor indice di criminalità, solamente un caso ciascuno.

Per i municipi la situazione è simile. I più pericolosi sono Maracaibo e Mara (Zulia), Libertador (Distrito Capital) e Iribarren (Lara).

Un dato allarmante è la frequenza con cui si riportano crimini di delinquenza organizzata che vedono coinvolti anche le forze dell’ordine. I corpi polizieschi sembrano i più coinvolti (39,5%) e tra questi, la Polizia Nazionale Bolivariana (13,2%) e il Cicpc (7,9%).

Tuttavia, Paz Activa fa notare che i dati provengono dalla stampa cartacea e digitale, locale e nazionale, perciò sono cifre di riferimento in attesa che  si pubblichino quelle officiali. Comunque, sono sempre i casi eclatanti che vengono resi pubblici. Molti altri rimangono nel “sommerso.”

I delitti in aumento: l’estorsione

Tra i crimini in aumento ci sono l’estorsione e gli omicidi per mano di sicari. La creazione dell’Osservatorio del Delitto Organizzato ha permesso a Paz Activa di contabilizzare i casi. Per l’estorsione, l’osservatorio ha calcolato 81 casi tra Zulia, Lara Trujillo e Bolivar nell’arco di tre mesi; registrando un aumento del 97,6% con rispetto allo stesso periodo nel 2016. E soltanto ad agosto di quest’anno sono stati riportati 37 casi.

Le estorsioni di solito vengono fatte per telefono. La maggior parte (62%) ha luogo quando si propone alla vittima di ricuperare beni che gli sono stati derubati o si vuole proteggere la famiglia, o la stessa vittima, da minacce sulla vita. Mentre un 21% avviene per salvaguardare negozi o aziende con la riscossione di pizzo o mazzette.

Purtroppo le forze dell’ordine che dovrebbero proteggere e difendere il cittadino fanno, invece, parte degli estortori. Addirittura si calcola che il 68,8% delle estorsioni sia vincolato ad organismi officiali. Il coinvolgimento della polizia è arrivato al 56,3% e quello dei militari al 12,5%.

Gli omicidi su commissione non rimangono indietro

Con l’estorsione sono aumentati gli assassini su commissione. Il fenomeno del “sicariato” si è portato via 74 vite tra luglio e settembre. Mentre sono state soltanto 26 per lo stesso periodo nel 2016, il che significa un aumento del 184%. Il movente sembra sia la vendetta e gli omicidi per questo crimine hanno oltrepassato di gran lunga i 74 casi riportati. 232 persone sono state assassinate su commissione, la maggior parte uomini vincolati o appartenenti a bande criminali.

Il sequestro

Nel trimestre citato ci sono stati 54 casi di sequestro. Questo crimine, a differenza dell’estorsione e l’omicidio su commissione, è sceso del 30% paragonato al 2016. Ma a settembre ha registrato una impennata, che comparata al mese di luglio è arrivata a un + 145.5%. E sono soltanto quelli denunciati.

I sequestri sono di tre tipi: lunghi, sventati in azione e brevi. Quelli durati più di 24 ore sono aumentati mentre quelli “express” sono diminuiti. I momenti nei quali i sequestri avvengono sono principalmente quando le vittime rincasano o sono ferme ad un semaforo.

La maggior parte dei sequestrati è stata liberata, o con il pagamento del riscatto o per mano del Cicpc e in alcuni casi, della Guardia Nacional. Paz Activa riporta una vittima di sequestro assassinata ed un’altra che tuttora è in mano ai sequestratori.

 

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