Gentiloni: “La lotta alla mafia è problema europeo, serve unità”

Gentiloni a Volpedo all'incontro sui Piccoli Comuni
Gentiloni a Volpedo all’incontro sui Piccoli Comuni

 


ROMA. – A fine legislatura il governo si può dire “orgoglioso dei successi conseguiti” nella lotta alle mafie anche se “consapevole che questa attività deve proseguire e aggiornarsi”. E soprattutto poter contare su un contributo che abbia un raggio di azione a livello internazionale e soprattutto europeo. Il premier Paolo Gentiloni lo ricorda in occasione della sua audizione in Commissione Antimafia, la prima di un premier dopo lungo tempo.

“Dopo Andreotti e Amato, e nel ’94 Berlusconi, l’ultimo presidente del Consiglio ad essere ascoltato dalla commissione Antimafia è stato D’Alema, nella XIII legislatura”, gli ha ricordato la presidente della commissione Rosy Bindi. Ed è un ‘bilancio’ di fine legislatura quello che Paolo Gentiloni porta in Commissione dove esibisce gi ultimi dati sui risultati della lotta alla criminalità organizzata.

Nel 2017, al 30 novembre, sono state portate a termine “numerose operazioni” antimafia, di cui 164 “particolarmente rilevanti”: sono state arrestate 1.574 persone, 296 appartenenti a Cosa nostra, 414 alla ‘ndrangheta, 645 alla Camorra, 219 alla criminalità organizzata pugliese. Sono stati inoltre catturati 42 latitanti di particolare rilievo, di cui 2 di “massima pericolosità del programma speciale di ricerca”. Inoltre sono stati sequestrati alle organizzazioni mafiose 8.199 beni per un valore di 2,01 miliardi di euro circa e confiscati 4.599 beni per un valore di 1,42 miliardi circa.

“Durante l’attuale governo, da me presieduto ci sono stati 22 nuovi scioglimenti di consiglio comunali per infiltrazioni mafiose” ha ricordato il premier segnalando pure l’esigenza, per quanto riguarda soprattutto i comuni di grandi dimensioni, di prevedere il potenziamento dell'”efficacia dell’azione commissariale e di individuare modalità per un effettivo sostegno e monitoraggio dell’amministrazione funzionale al ripristino della legalità”.

Ma se il contrasto alla criminalità organizzata “è una priorità del governo” è pure vero che lotta alla mafia “richiede un impegno unitario” delle forze politiche e da parte delle diverse istituzioni. Senza sovrapposizioni e interferenze. Un discorso che vale anche per la questione delle attività preventive e repressive per le candidature ‘impresentabili’ su cui la presidente della Commissione aveva segnalato l’esigenza di intervenire, in particolare per quanto riguarda i tempi delle verifiche delle commissioni elettorali sulle autocertificazioni, anche in vista delle prossime elezioni.

“Ci sono giocatori diversi che hanno ruoli definiti ed è bene che il governo non interferisca troppo con il ruolo dell’Antimafia, della magistratura o di altri organi dello Stato” ha risposto Gentiloni, facendo sua “la norma di prudenza segnalata dalla presidente Bindi”. E facendo notare come ormai, i tempi siano ristretti: “noi siamo favorevoli a tante cose che sono ipotizzate ma il tempo della legislatura è quello che più o meno immaginate…”.

(di Francesca Chiri/ANSA)