M5S rafforza la rete estera. Di Maio: “Vittoria a portata di mano”

Di Maio si lancia, pronto a fare premier se mi vogliono
Di Maio si lancia, pronto a fare premier se mi vogliono

 

 

ROMA. – “La vittoria è a portata di mano. Noi saremo primi e la sera stessa del voto le coalizioni si disgregheranno”. Luigi Di Maio, nel giorno della rottura tra Giuliano Pisapia e il Pd e in vista della probabile spaccatura di Ap sembra credere ancor di più ad un buon risultato del M5S. E, incontrando i portavoce regionali ed europei per mettere nero su bianco i 39 referenti territoriali alla sua campagna, chiede agli esponenti pentastellati di trasmettere il suo ottimismo a tutti gli attivisti.

Ma la fiducia del Movimento per una vittoria finale si vede anche nel potenziamento della sua rete internazionale. Con Davide Casaleggio impegnato a raccontare il M5S e la piattaforma Rousseau in Brasile e Di Maio ospite di una kermesse dal chiaro stampo europeista, alla quale il candidato premier, ben lontano dai toni forti delle origini e senza citare il referendum sull’euro, sottolinea come il M5S “creda nel futuro dell’Europa” e lavori per un’Ue che punti su crescita democratica, lotta alla povertà e lavoro.

Parole che tradiscono la volontà dei vertici di dare un’immagine il più possibile “rassicurante” del Movimento. Un’immagine che Di Maio, se il M5S sarà il primo partito alle Politiche, vorrà dare anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per “convincerlo” a dargli l’incarico.

Nel frattempo il leader pentastellato cerca di “dare la carica” ai portavoce, come fanno notare fonti M5S, provando a spegnere sul nascere i malumori interni che, con le regole sulle candidature ancora da definire, potrebbero crescere nei prossimi giorni. Anche perché, il tema delle candidature e della mappatura dei collegi è ormai quotidiano nei corridoi parlamentari.

Su Di Maio, però, scoppia il caso “immunità”. “Non vi ha rinunciato, gli è stata accordata dal gip di Roma”, rivela una giornalista di Qn, tra i cronisti che sporsero querela contro il leader del M5S dopo le cosiddette “liste di proscrizione” che Di Maio consegnò all’Ordine dei Giornalisti in merito all’inchiesta sulle polizze a vita alla sindaca Raggi. Un’inchiesta che risulta archiviata in virtù dell’art.68 della Costituzione, quello dell’immunità parlamentare. “Di Maio non conosceva la querela, non ha mai potuto invocare l’immunità né rinunciarvi”, è la replica che arriva dallo staff comunicazione del M5S. Ma il Pd attacca “la doppia morale” dei pentastellati.

(di Michele Esposito/ANSA)