Inchiesta sul neofascismo, minacciata cronista dell’Espresso

Blitz fascista sotto Repubblica
Blitz fascista sotto Repubblica

 

 


MILANO. – Nuovo grave episodio di intimidazione nei confronti della stampa e in particolare di una giornalista che collabora con l’Espresso, Arianna Giunti, autrice di un’inchiesta sul neofascismo sul web, tra cui Facebook, e su Casapound e Forza Nuova (militanti di Fn hanno preso parte a un blitz al quotidiano Repubblica, dello stesso gruppo editoriale, mercoledì scorso) pubblicata dal sito del settimanale.

La cronista è stata “oggetto di una serie di aggressioni verbali e minacce via social” proprio su Fb. L’episodio è stato denunciato dall’Associazione lombarda dei giornalisti (Alg), nelle parole del presidente Perucchini, e dal presidente del Gruppo cronisti lombardi, Cesare Giuzzi, che hanno espresso la solidarietà della categoria e hanno chiesto che le autorità intervengano a tutti i livelli.

L’inchiesta di Arianna Giunti, che ha annunciato all’ANSA che sporgerà denuncia, riguarda “l’odio e la violenza con cui i fascisti riempiono le pagine di Facebook” e “i gruppi segreti con cui la galassia nera fa proseliti sul web” soprattutto Casapound e Forza Nuova.

“Siamo sconcertati nel leggere (ancora una volta) gli insulti e le minacce nei confronti di una collega: nei messaggi, oltre agli insulti, si fa riferimento alla necessità di ‘trovare il giornalista’, e le viene augurato di essere stuprata ‘dagli amici negri’. Minacce anonime, ma anche con nome e cognome e tanto di inviti ‘a sporgere denuncia’ con l’implicito riferimento non solo allo sprezzo nei confronti delle istituzioni democratiche del nostro Paese ma alle conseguenze spesso (purtroppo) nulle che simili minacce via Facebook ai giornalisti comportano per gli autori di queste vergognose azioni”, hanno sottolineato Giuzzi e Perucchini.

“Quanto sta accadendo ad Arianna – ha affermato ancora il sindacato – conferma come quello del giornalista che informa, e quindi contribuisce alla difesa dei principi democratici del nostro Paese, sia ormai un mestiere pericoloso. L’ondata di odio che emerge in questi ultimi mesi verso chi esercita il diritto di cronaca attesta il delicato momento. Ricordiamo che la collega è stata più volte premiata per le sue coraggiose inchieste e sosterremo in tutti i modi le sue azioni. Arianna sarà lasciata sola”.

Chiediamo, concludono Alg e Gruppo cronisti lombardi, che “simili episodi non siano più bollati dalla magistratura e dalle forze di polizia come ‘goliardate’ o peggio libero sfoggio del pensiero di persone perché mettono in serio pericolo la vita professionale e soprattutto privata dei giornalisti”.

(di Claudio Scarinzi/ANSA)