Preoccupa veto di Maduro ai partiti politici

L'aumento dei salari ha provocato una pioggia di critiche
L'aumento dei salari, decretato dal presidente Maduro, ha provocato una pioggia di critiche
La minaccia del capo dello Stato preoccupa i paesi democratici
La minaccia del capo dello Stato preoccupa i paesi democratici

 

Caracas. – Stati Uniti, Canada, Brasile, tutti preoccupati per le affermazioni del presidente Nicolas Maduro di proibire la partecipazione alle presidenziali ai partiti che non si sono candidati alle amministrative. E probabilmente non saranno gli unici a mostrare perplessità.

Il giorno dei comizi, in diretta Tv, Maduro ha minacciato i tre partiti che non si sono presentati: Voluntad Popular, Primero Justicia e Accion Democratica.

“Partito che non abbia partecipato oggi, non può partecipare più, e non lo farà neanche quello che ha chiamato a boicottare le lezioni. Spariranno dalla mappa politica del paese.”

La reazione degli Usa e la preoccupazione delCanada

La reazione degli Stati Uniti non si è fatta aspettare. Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Heather Nuert, ha twittato “l’intenzione di Maduro di porre un veto ai partiti che non si sono presentati alle municipali è un’altra misura che chiude le porte alla democrazia in Venezuela, e consolida il potere dittatoriale. Siamo solidali con il popolo venezuelano.”

Anche il Canada ha reso pubblica la sua posizione. Il presidente del governo canadese, Justin Trudeau, ha espresso preoccupazione per le minacce proferite dal presidente venezuelano. Secondo Trudeau, le intimidazioni contro i partiti politici mettono a rischio non soltanto la democrazia ma anche la soluzione alla crisi umanitaria che attraversa il Venezuela.

Il Brasile

Da questa parte della regione, i vicini brasiliani concordano con quelli del nord. Il cancelliere del Brasile ha espresso la sua opinione durante la riunione della Organizzazione Mondiale di Commercio a Buenos Aires. Il diplomatico ha definito “assurde” le minacce e aggiunto che non sono consone con il processo di dialogo che si sta istaurando tra governo ed opposizione.

Aria di minaccia anche per il negoziato con l’opposizione

Maduro non ha soltanto intimidito i partiti Vp, Pj e Ad. Riguardo la continuità del negoziato tra governo ed opposizione prevista per il 15 dicembre, il presidente ha fatto capire che andrà per le lunghe.

“Il negoziato in Colombia è durato 4 anni perciò non credo che il negoziato con l’opposizione venezuelana duri più di 4 anni” aggiungendo che spera di salutare Julio Borges in Repubblica Dominicana.

L’interpretazione del Tsj

La minaccia di Maduro viola gli articoli 22 e 23 della Legge dei Partiti Politici che stabilisce la partecipazione a eventi elettorali. Secondo questi articoli, i partiti che non potranno presentarsi sono quelli che non lo hanno fatto in due processi precedenti. La Sala Costituzionale del Tribunale Supremo di Giustizia ha determinato che le elezioni nazionali sono quelle per l’Assemblea Nazionale e le presidenziali. Perciò segue che, se si rispetta la norma, la minaccia presidenziale rimarrebbe soltanto tale perché le elezioni del 10D sono state municipali.

Data per le presidenziali

Al presidente hanno chiesto se le elezioni presidenziali si celebreranno prima del previsto. Ma Maduro ha risposto che lui è subordinato al potere dell’Assemblea Nazionale Costituente che lavorerà fino, per lo meno, ad agosto 2019. Perciò fino ad allora “avremo il braccio protettore della Anc.”

L’affermazione potrebbe significare invece di un anticipo, un posticipo dei comizi presidenziali.

 

 

 

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