Ministro Alfano, preoccupazione per la Collettività in Venezuela

Ministro Alfano: "Gli italiani in Venezuela vivono un periodo molto difficile”
Ministro Alfano: “Gli italiani in Venezuela vivono un periodo molto difficile”

ROMA – Preoccupazione per gli italiani in Venezuela,  che vivono “un periodo molto difficile”, e l’augurio che nel prossimo incontro a Santo Domingo, Governo e Opposizione possano gettare le basi per superare le complessità politiche e istituzionali attuali. Questo, in sintesi l’intervento del ministro degli Esteri Angelino Alfano alla Conferenza Italia- America Latina e Caraibi.

– Il Venezuela – ha detto il responsabile della diplomazia italiana – è un Paese fratello, dove 140 mila italiani stanno affrontando insieme agli altri cittadini un periodo molto difficile. L’Italia resta convinta che la soluzione alle difficoltà attuali sia possibile solo attraverso un dialogo franco e costruttivo tra venezuelani di governo e opposizione.

Il ministro Alfano, nel corso del suo intervento all’ottava Conferenza Italia-America Latina e Caraibi alla Farnesina, ha aggiunto che l’Italia auspica “che la nuova tornata di dialogo prevista per il 15 dicembre a Santo Domingo possa segnare dei progressi verso risultati concreti ed efficaci”.

– L’Italia e l’Ue – ha sottolineato – hanno adottato sanzioni nei confronti del Venezuela, ma queste sono reversibili, flessibili, modificabili, in base all’evolversi degli eventi. Abbiamo come unico scopo quello di incoraggiare un dialogo sostanziale, tramite gesti che creino davvero un clima di fiducia.

La versione venezuelana

A rappresentare il Venezuela alla Coinferenza Italia-America Latina e Caraibi, è stato il viceministro degli Esteri, Rafael Gil, che, facendosi eco della propaganda ufficiale ripetuta oramai da anni, ha sostenuto che il Paese sia “vittima di un attacco da parte delle potenze” mondiali “con sanzioni che stanno limitando lo sviluppo”; sanzioni, ha sottolineato, “unilaterali e coercitive”.

– L’Unione europea – ha detto – ha seguito questo cammino che secondo noi non è giusto, ma ci avviciniamo per cercare di continuare un percorso di complementarietà.

Il viceministro ha quindi dichiarato che gli Stati Uniti “hanno esercitato per centinaia di anni la loro influenza sull’America Latina”. Ma ha precisato,  nell’ultimo anno “si è allargato il divario”.

– Si sono alzati muri – ha detto -. Noi siamo contrari alla costruzione di muri. Questa separazione voluta dall’America deve essere controbilanciata dall’azione dell’Europa.