Gentiloni blinda Boschi. Attacco di M5s e Liberi e uguali

Paolo Gentiloni e Elena Boschi
Paolo Gentiloni e Maria Elena Boschi

ROMA. – Il Pd e il governo blindano Maria Elena Boschi in una giornata in cui dalla Commissione di inchiesta sulle banche emergono nuovi elementi che danno il destro alle opposizioni per polemizzare. In casa Dem ci si appresta ad una “settimana di passione” con le future audizioni di Federico Ghizzoni e Ignazio Visco, ma si comincia a studiare una strategia per uscire dall’angolo e non dover subire un’agenda in cui al centro ci siano le banche e non i temi su cui invece condurre l’imminente campagna elettorale.

Due elementi hanno colpito i dirigenti del Pd: l’approvazione di una legge storica come il testamento biologico era relegata a pagina 8 sul “Corriere della Sera”, con le precedenti tutte dedicate all’audizione di Giuseppe Vegas in Commissione, anzi, al solo particolare degli incontri con l’allora ministro Boschi. In più, sui siti Internet non è comparsa una riga dei dati lusinghieri di Bankitalia su Pil e occupazione, “uccisi” anch’essi dalla vicenda Etruria.

Il tema è dunque, per Matteo Renzi e il Pd, quello di non dover subire l’agenda del dibattito pubblico sulla difensiva: il timore, confidato da alcuni dirigenti, è un bis della campagna del 2013 dove Grillo vinse con una campagna su Mps subita da Bersani. In Commissione Banche altra tegola: l’ex ad di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, ha confermato un episodio già noto, cioè la partecipazione, seppur silente e per pochi minuti, del ministro Boschi ad un’incontro su Banca Etruria in casa del padre, Pierluigi Boschi.

Dalle audizioni di Federico Ghizzoni si attendono altre parole potenzialmente imbarazzanti anche se esse testimonieranno un semplice interessamento sulla Banca aretina e non pressioni. Temuta anche l’audizione del governatore Ignazio Visco, alla luce delle tensioni avute con il governo Renzi. Sta di fatto che il M5S ha oggi insistito, con Carlo Sibilia, nel chiedere le dimissioni di Boschi, definita “un conflitto di interessi vivente” da Luigi Di Maio.

L’asse di “Liberi e uguali” con M5S è confermata dalla richiesta di Davide Zoggia che Boschi sia audita in Commissione. Intanto oggi il sottosegretario ha incassato l’appoggio di tre pesi massimi: il premier Gentiloni, il ministro Pier Carlo Padoan e il ministro Carlo Calenda. Il premier ha affermato che Boschi “ha chiarito tutto quello che c’è da chiarire, quindi sarà candidata dal Pd e mi auguro che abbia successo”.

E visto che le candidature le decide il partito, tale difesa ha coinvolto anche il segretario Renzi. Padoan ha difeso tutto l’operato dell’Esecutivo sulle otto banche in crisi, che ha consentito di “proteggere i risparmiatori e i contribuenti. Senza interferenze, come ha ricordato Boschi: quasi un avvertimento che il Tesoro è pronto a scendere in campo in caso di nuove accuse di interferenza che dovessero giungere dalle audizioni in Commissione. Infine, Calenda non solo ha difeso la collega di governo, ma ha attaccato Vegas, che ha cercato di “distrarre l’attenzione da quelle che sono le sue responsabilità e sono responsabilità vere”.

Il mix di tali posizioni rappresenta la linea di contro-attacco del Pd: insistere sulle responsabilità di Bankitalia e Consob alludendo a loro possibili vendette contro il governo Renzi, nel caso da esse dovessero giungere nuove accuse a Boschi. In casa Dem c’è da notare che le solidarietà arrivano quasi solo dai renziani. Andrea Marcucci insiste sulla candidatura di Boschi che ha chiesto di scendere in campo nella sua Toscana.

Interessante il commento di Dario Parrini, per il quale Maria Elena “è “vittima di un ‘mix vomitevole di sessismo, misoginia e sciacallaggio'”, mentre la senatrice Laura Fasiolo si domanda: “Se fosse stato un uomo, sarebbe stato lo stesso?”. La Boschi faceva bene a preoccuparsi, incalza Matteo Orfini, perché “quell’operazione” con le banche venete “metteva a rischio i lavoratori di un territorio”. E comunque, avverte, la prossima legislatura il Pd riproporrà l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle banche.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)