Mattarella richiama i partiti: “Realismo e voto sereno”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con i rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche e della società ivile, Roma, 19 dicembre 2017. ANSA/Paolo GiandottiI/Ufficio Stampa Quirinale
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con i rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche e della società ivile, Roma, 19 dicembre 2017. ANSA/Paolo GiandottiI/Ufficio Stampa Quirinale

 

ROMA. – La legislatura è finita: prima di Capodanno lo scioglimento delle Camere poi il voto il quattro marzo. E ora tocca ai partiti dimostrare ai cittadini “coraggio e lungimiranza”. Sergio Mattarella dal Quirinale conferma la tempistica del voto e richiama i partiti al senso di responsabilità, a non perdere per strada l’etica della politica nella sbornia della campagna elettorale attraverso promesse mirabolanti ed irrealistiche per acchiappare qualche voto in più di protesta.

L’arbitro ricorda ai giocatori le regole della partita in una sorta di ammonizione preventiva. E lo fa nell’occasione più solenne, il tradizionale incontro con le Alte cariche dello Stato riunite nel salone dei Corazzieri. Le elezioni non sono un “trauma”, premette in un discorso breve, diretto e senza fronzoli: anzi, “le elezioni rappresentano il momento più alto della vita democratica, da affrontare sempre con fiduciosa serenità: il loro ritmo, costituzionalmente previsto, è fisiologico in qualsiasi ordinamento democratico”.

La legislatura si è chiusa “in maniera ordinata”, proprio come voleva Mattarella. E la legge elettorale, che pur non sembra essere il meglio possibile per il presidente, è stata approvata dal Parlamento sovrano ed è certo meglio del niente che c’era prima. E poi la ripresa economica, la crescita agganciata da non disperdere.

Su queste pilastri si poggia il monito del presidente alle forze politiche alle quali quasi ordina di “riflettere e dotarsi di una visione sul sistema Paese, su come si intende svilupparlo. Questo deve essere il ruolo della politica, l’oggetto del confronto tra le varie parti”. Quindi “coraggio e lungimiranza, indicazione di obiettivi e percorsi adeguatamente approfonditi”. Solo di questo “livello”, scandisce il capo dello Stato, “deve essere la risposta alla responsabilità repubblicana”.

Ad ascoltarlo con attenzione tanti ministri già alle prese con l’identificazione dei collegi, il premier Gentiloni, ma anche i due giovani leader della Lega Matteso Salvini (una “prima” per lui) e quello del M5s Luigi Di Maio. ma non solo, anche la seconda e terza carica dello Stato, Pietro Grasso e Laura Boldrini, già con la testa su “Liberi e Uguali”, il nuovo soggetto politico della sinistra.

Il presidente della Repubblica ci tiene poi a sottolineare – non poche furono le critiche alla sua scelta – quanto sia stato utile quest’ultimo anno di Governo con al comando Paolo Gentiloni. “L’ ultimo anno della legislatura ha registrato ulteriori importanti obiettivi. Ha consentito – elenca Mattarella – di accompagnare la ripresa economica, agevolandola.

L’Italia ha potuto svolgere, con pienezza, un ruolo protagonista nel contesto internazionale” e – last but not least – ha permesso l’approvazione di una nuova legge elettorale. Ma non sono tutte rose e fiori nel Belpaese. Il capo dello Stato non nasconde la polvere sotto il tappeto e almanacca anche mali che sembrano insuperabili.

“In questi anni si sono accentuate le diseguaglianze, il rischio di povertà e di esclusione sociale presenta livelli allarmanti. La disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile, rimane gravemente alta, in particolare nel Mezzogiorno”.

Non c’è spazio quindi per le promesse stellari e la demagogia elettorale. “Dobbiamo dare risposte alle preoccupazioni e alle attese dei nostri concittadini, e offrire prospettive reali alle giovani generazioni. Bisogna – incalza Mattarella – progettare l’avvenire. Questo è il dovere di tutti coloro che ricoprono incarichi pubblici a ogni livello”. La Costituzione ci chiede “consapevolezza dell’interesse generale”.

E’ tutto questo quello che il presidente chiede ad una politica che è già in campagna elettorale: “siano avanzate proposte comprensibili e realistiche, capaci di suscitare fiducia, sviluppando un dibattito intenso, anche acceso ma rispettoso”. Realismo e rispetto, unica strada per “ridurre astensionismo elettorale e disaffezione per la vita pubblica”.

(Di Fabrizio Finzi/ANSA)