Maduro: “Stop a Aruba, Curazao e Bonaire: troppo contrabbando dal Venezuela”

L'aumento dei salari ha provocato una pioggia di critiche
L'aumento dei salari, decretato dal presidente Maduro, ha provocato una pioggia di critiche
Presidente Maduro: "Si portano via gomme e olio per veicoli e persino cibo e shampoo.”
Presidente Maduro: “Si portano via gomme e olio per veicoli e persino cibo e shampoo.”

Caracas. – Maduro dice di voler fermare il traffico di merce verso Aruba, Bonaire e Curaçao perché le mafie stanno contrabbandando con beni venezuelani. Perciò ha minacciato con la chiusura di tutte le vie di comunicazione con le tre isole dei Caraibi. Secondo il presidente, i beni che scarseggiano nel paese vanno a finire là.

Durante un incontro per la pianificazione del Consiglio Federale del Governo a Palazzo Miraflores, Maduro ha dichiarato davanti ai sindaci ed i governatori che le “mafie” starebbero portando via di tutto: dalle gomme per le macchine fino allo shampoo. E lo farebbero per via marittima e aerea.

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E il traffico di beni dal Venezuelano va oltre le isole ABC. In tv, Maduro ha pure dichiarato che aveva “una sorpresina pronta” per Cucuta e Maicao, due città al confine con la Colombia, nelle quali, secondo il mandatario il contrabbando è all’ordine del giorno.

Ha espresso la sua anche sulla situazione di Honduras, dove il governo ha sospeso le garanzie costituzionali e proclamato lo stato d’emergenza dopo che il paese è scivolato nel caos per le tensioni post elettorali. Maduro questa volta è d’accordo con l’OSA e crede che elezioni debbano essere ripetute in Honduras dove c’è il dubbio sulla sconfitta del candidato di sinistra Salvador Nasralla.

Rifiuto alle dichiarazioni americane

Il Presidente non ha perso l’opportunità di criticare la posizione americana. In questa occasione, ha respinto le accuse degli Stati Uniti che definiscono il suo governo dittatoriale. La scusa è la sfilza di elezioni celebrate nel 2017: tre elezioni dimostrano la faccia democratica del paese.

“Gli Usa dicono che sono un dittatore e sospenderanno le misure punitive contro il Venezuela quando la democrazia verrà ristabilita (…) questo è un attacco feroce degli americani, hanno deciso loro di stabilire che il Venezuela è una dittatura” ha sottolineato Maduro.

Maduro insiste che il popolo venezuelano affronta la crisi e lo ha dimostrato presentandosi a tre elezioni che sono servite per ribadire la democrazia, la libertà e la vittoria popolare. E la lotta la fa il popolo non la destra venezuelana sostenuta dagli Usa, che insiste che nel paese bisogna ristabilire la democrazia.

Il mandatario è sicuro che Donald Trump ha già deciso chi è il candidato dell’opposizione venezuelana per le elezioni presidenziali del 2018. “E il suo candidato che, secondo Trump, sarà il prossimo presidente del paese, porterà al Venezuela una serie di misure peggiori di quelle di Macri in Argentina, di quello di Honduras e del Brasile “ ha sentenziato Maduro.

Maduro ha criticato il governo di Maurizio Macri in Argentina. Il presidente ha detto di “voler piangere” quando pensa alla riforma sulle pensioni portata avanti dal governo Macri. “Una riforma approvata tra proteste che hanno lasciato una scia di feriti” ha ribadito Maduro e aggiunto “Macri vuole togliere la pensione ai poveri pensionati.”

“Invece, bisogna proteggere ai più deboli e bisognosi, gli anziani, i lavoratori i bambini, il popolo: questo è il nostro modello” ha ribadito Maduro.